Group of almonds on wooden rustic table

MANDORLA

mandorla fillide

Fillide e Demofonte

La mandorla è il seme commestibile del mandorlo (Prunus dulcis o Prunus amygdalus), che appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Il suo nome deriva dal latino Amygdalus, che secondo alcuni studiosi era anche il nome frigio della dea greca Cibele, la Grande Madre Terra.
L’albero di mandorlo è originario dell’Asia Centrale e Occidentale e viene coltivato in forma domestica sin dall’Età del Bronzo. Una prima testimonianza sulla mandorla si trova nel libro dei Veda del 5000 a.C. che ne loda le proprietà nutritive. L’espansione di questa pianta nel bacino mediterraneo partì dalla Sicilia, dove fu importata dai Fenici.
Gli antichi Greci raccontavano una leggenda su due innamorati, Fillide e Demofonte, che erano promessi in matrimonio. Demofonte però dovette tornare ad Atene a causa della morte del padre e Fillide, non vedendolo più tornare, si impiccò. Sulla sua tomba nacque un albero di mandorlo senza fiori né foglie. Quando Demofonte tornò e scoprì l’accaduto andò a piangere sulla tomba dell’amata e gli dei, impietositi, fecero fiorire l’albero prima del tempo come segno dell’amore di Fillide. Per questo motivo, secondo la leggenda, il mandorlo è il primo albero a fiorire in primavera.
I Romani ritenevano che le mandorle fossero un rimedio contro l’ubriachezza. Nel Medioevo erano tra gli ingredienti più utilizzati in cucina, molto apprezzate per il loro alto valore nutritivo. Una delle varianti più popolari era il latte di mandorle, preparato nei monasteri e usato poi nelle cucine dei nobili per la cottura di brodi, salse e dolci.
La mandorla era simbolo di ricchezza e prosperità: da qui nacque l’usanza di regalare confetti di mandorle a battesimi e matrimoni.
Nella medicina medievale le mandorle venivano usate come ricostituente nei casi di deperimento. Si diceva inoltre che facessero ringiovanire e potenziassero il vigore sessuale. Continuarono a essere usate come afrodisiaco fino alla fine del Settecento.

Almond blossomsIl mandorlo è un albero di altezza compresa tra 5 e 8 metri, dalle foglie lunghe e strette. I fiori compaiono prima delle foglie, per circa due settimane, tra febbraio e marzo. I frutti sono verdi e vellutati; all’interno del nocciolo si trova il seme commestibile.
Le mandorle possono essere consumate come frutti freschi se raccolte a giugno-luglio, altrimenti la raccolta avviene alla fine dell’estate, quando il frutto matura e cade a terra. I noccioli vengono poi fatti essiccare in un luogo ventilato.
Negli ultimi 30 anni la coltivazione di mandorli è molto aumentata in Iran e California, mentre in Italia si è ridotta del 50%. Il maggior produttore a livello europeo è la Spagna. Il 90% della produzione italiana si concentra in Sicilia e Puglia. Tra le varietà italiane ricordiamo la mandorla di Avola (“Pizzuta”, “Fascionello”, “Romana”), la mandorla di Toritto (“Antonio de Vito”, “Filippo Cea”) e la mandorla di Noto.

Mandorle piccolaLe mandorle oggi sono molto usate per la preparazione di dolci (pasta reale, gelato, torroni, croccanti…), mentre il latte di mandorle è stato recentemente rivalutato.
Contengono principalmente proteine, grassi insaturi, fibre, sali minerali e vitamine B ed E.

Eventi dedicati

  • Sagra del mandorlo in fiore di Agrigento
  • Sagra della mandorla di Baressa (OR)
  • Sagra della mandrla di Avola (SR)
  • Sagra della mandorla di Vicari (PA)
  • Sagra della mandorla di Villanovafranca (VS)

La frutta secca ha un alto contenuto calorico, si consiglia pertanto di non eccedere nel consumo.  Il dottor Mozzi consiglia di mangiare 4-5 mandorle. Per il gruppo 0 li consiglia come disinfiammante.

Neutre per tutti i gruppi

1 commento
  1. frezzati valeriano
    frezzati valeriano says:

    Il Dr Mozzi…E”un Grande …come intuito come Persona e anche come conoscenza personale.certo sbaglia anche Lui e”solo un uomo…ma per la maggior parte affidabile schivo ma diretto.non ti insegna delle bugie come il 99 per centodei medici…che della tua vita della tua salute gli interessa solo fare soldi–Evviva la gente come il DOTTORE MOZZI…BRAVO PIERO!

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