Fave

FAVA

La fava (Vicia faba) è una pianta annuale appartenente alla famiglia delle Leguminose.

broad bean flower 2Già coltivata nell’età del bronzo, era molto conosciuta presso Greci e Romani e apprezzata come alimento, nonostante avesse una fama piuttosto sinistra. In Grecia raccontavano che Cerere, dea dell’agricoltura, avesse donato a una città dell’Arcadia tutti i legumi tranne le fave, perché si pensava che ospitassero le anime dei defunti. Pitagora (il quale secondo alcuni era affetto da favismo) riteneva addirittura che le fave rappresentassero la porta dell’Ade, poiché la macchia nera sui fiori della pianta gli ricordava la lettera greca Theta, iniziale della parola Thanatos (morte).

Presso i Romani questo legume continuò a essere usato nel culto dei defunti, ma era anche un simbolo di fertilità e una parte importante dell’alimentazione. Durante le feste dedicate a Flora, dea della natura che germoglia, i Romani usavano lanciare fave sulla folla in segno di buon augurio. Ai tempi di Plutarco le fave, suddivise in bianche e nere, erano utilizzate per il conteggio dei voti nell’elezione dei magistrati. Sono inoltre citate nell’Iliade di Omero e nel De re coquinaria di Apicio.

Durante tutto il Medioevo furono largamente consumate, specialmente dalle classi povere, diventando la principale base proteica della loro alimentazione. Le sue proprietà afrodisiache le valsero numerose citazioni di autori prestigiosi, tra cui Bartolomeo Sacchi e Niccolò Machiavelli. Con la scoperta dell’America le fave subirono un declino in Europa a favore dei fagioli, ma costituiscono ancora un alimento importante in molti paesi del Nord Africa (Egitto in particolare).

La fava è una pianta annuale che può raggiungere un’altezza da 70 a 140 cm, con una radice robusta, profonda e ramificata. Il fusto è cavo e ramificato alla base; i fiori sono ermafroditi e si raggruppano in grappoli o racemi di circa 6 fiori ciascuno. Il frutto è un legume dalla forma allungata che racchiude da 2 a 10 semi. La semina avviene in autunno e la raccolta in primavera. Il l’habitat ottimale per la coltivazione è a clima temperato con un terreno argilloso. I semi possono essere consumati freschi; in alternativa, si lasciano seccare direttamente sulla pianta e vengono poi tolte dai baccelli: grazie a questo procedimento si possono reperire tutto l’anno.

Le fave destinate all’alimentazione umana si possono dividere in due sottospecie: la maior, a semi grossi, è impiegata per l’alimentazione umana; l’equina e la minor, rispettivamente di media e piccola grandezza, sono entrambe utilizzate per nutrire il bestiame.

In Italia sono molto rinomate la Fava cottoia di Modica, la Fava di Carpino (entrambi presidi Slow Food) e la fava larga di Leonforte.

Le fave sono composte principalmente di acqua, carboidrati, proteine e fibre. Sono inoltre molto ricche di vitamine B e C e di aminoacidi.

Eventi dedicati

  • Sagra delle fave di San Pietro a Isnello (PA)
  • Festa della Fava a Campofiorito (PA)
  • Sagra della Fava a Pozzuoli (NA)

Per una corretta alimentazione si consiglia di abbinare i legumi a carne, pesce, uova e verdure. Si sconsiglia l’abbinamento con latticini, cereali, frutta, bevande contenenti zucchero (es. vino, birra, caffè e tè zuccherati). Per l’alto contenuto di carboidrati, è preferibile moderare il consumo a cena se dopo non si svolge nessuna attività fisica.

Da preferire le fave non trattate, possibilmente biologiche.

Neutre per tutti i gruppi.