Arachidi

ARACHIDI

I semi dell’arachide (dal greco arakida), detti anche noccioline americane, bagigi o spagnolette, sono legumi utilizzati da secoli nelle diverse cucine di tutti il mondo. Le origini dell’arachide, Arachis hypogaea, (pianta che non esiste allo stato selvatico nativo) sono da ricercare in Sudamerica, dove avvenne per la prima volta l’ibridazione di Arachis duranensis e Arachis ipaensis; in Perù è stato ritrovato un vaso precolombiano il cui aspetto è del tutto assimilabile a quello di un arachide. Quando gli spagnoli scoprirono questo cibo lo considerarono da subito un ottima risorsa alimentare, utilissima nei viaggi, e la importarono in Europa.

Ma l’arachide venne importata anche in Africa, dai Portoghesi, e da li si spostò in Nord America durante il periodo della tratta degli schiavi.

Nella seconda metà del ‘500 la pianta venne introdotta in India e a Macao dai Portoghesi e nelle Filippine dagli Spagnoli; infine giunse in Cina dove, come già accaduto in Africa, venne considerata utilissima nel combattere la fame.

Le arachidi vennero per tempo considerate cibo per poveri, tant’è che nel ‘700 i botanici le chiamavano ceci di terra, indicandole come cibo adatto ai maiali. Fu però un alimento base della guerra di secessione, durante la quale faceva parte della dieta di entrambe le parti; in quel periodo le maggiori coltivazioni si trovavano in Carolina del Sud, mentre nel resto del paese in pochi la producevano su vasta scala, almeno fino al 1900 quando venne inventato un mezzo meccanico il quale diminuì la quantità di manodopera necessaria alla sua raccolta.

Ma la vera rivoluzione nel campo di questo prodotto si ebbe nel 1903 quando George Washington Carver ne elencò più di 300 possibili impieghi, dalla cosmesi, farmaci, tinture, all’insetticida, incoraggiando gli agricoltori a alternare la coltivazione del cotone (la quale impoveriva il terreno ed era al tempo minacciata da un parassita) con quella dell’arachide, la quale avrebbe rivitalizzato il terreno producendo azoto. In poco tempo in tutti gli Stati Uniti sorsero campi di arachide e a memoria del ruolo svolto da Carver gli è stata eretta una statua a Dothan, in Alabama.

Ad oggi i maggiori produttori mondiali sono l’India e la Cina, che ne forniscono circa il 50%; negli Stati Uniti si concentra un altro 10%. Ma si coltivano anche in Argentina, Brasile, Malawi, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Sudan.

In Italia la pianta è stata coltivata per la prima volta nelle vicinanze di Alessandria nel 1870 ma la produzione non ha mai assunto vaste proporzioni; ad oggi si concentra in Veneto e Emilia Romagna.

L’arachide è una pianta annuale appartenente alla specie delle Leguminose e alla famiglia delle Papilionacee, dal fusto eretto o prostrato, con foglie doppie e fiori gialli; dopo la fecondazione la parte della pianta contenente l’ovaio di allunga fino a raggiungere il terreno e si interra. Il frutto è un legume oblungo a superficie reticolata contenente da 1 a 4 semi di colore giallo con forma ovale e ricoperti da una pellicina rossiccia. Si semina intorno a aprile-maggio e si raccoglie a ottobre.

A seconda della zona di origine si distinguono: l’Arachis hypogaea, della sottospecie Hypogaea, che comprende le varietà Hypogaea (tipo Virginia) e la varietà Hirsuta (tipo Peruvian), e l’Arachis hypogae, della sottospecie Fastigata, che comprende le varietà Fastigata (tipo Valencia) e Vulgaris (tipo Spanish).

Le arachidi contengono circa il 50% di olio e circa il 30% di proteine. L’olio ottenuto dalla spremitura ha un buon sapore e viene utilizzato per cucinare, quello ottenuto in seguito alla raffinazione invece è impiegato per produrre margarina o per friggere. Se tostato e ridotto in pasta l’arachide è utilizzata per produrre burro d’arachidi, molto diffuso negli USA (si dice che questo prodotto sia stato inventato dal farmacista americano George A. Bayer jr nel 1890).

Le arachidi sono un alimento incredibilmente nutritivo: contengono fibre, 13 vitamine, come la E e la PP, e 26 minerali fra cui zinco, potassio, fosforo, manganese, magnesio e rame; sono inoltre un alimento dall’alto contenuto proteico, e contenente l’acido folico, l’arginina e il coenzima Q10. Hanno però un elevato importo calorico, contenendo più calorie dello zucchero.

L’allergia alle arachidi è estremamente diffusa, colpendo più del 10% della popolazione, e si manifesta precocemente, persistendo poi per tutta la vita.

I semi dell’arachide (dal greco arakida), detti anche noccioline americane, bagigi o spagnolette, sono legumi utilizzati da secoli nelle diverse cucine di tutti il mondo. Le origini dell’arachide, Arachis hypogaea, (pianta che non esiste allo stato selvatico nativo) sono da ricercare in Sudamerica, dove avvenne per la prima volta l’ibridazione di Arachis duranensis e Arachis ipaensis; in Perù è stato ritrovato un vaso precolombiano il cui aspetto è del tutto assimilabile a quello di un arachide. Quando gli spagnoli scoprirono questo cibo lo considerarono da subito un ottima risorsa alimentare, utilissima nei viaggi, e la importarono in Europa.

Ma l’arachide venne importata anche in Africa, dai Portoghesi, e da li si spostò in Nord America durante il periodo della tratta degli schiavi.

Nella seconda metà del ‘500 la pianta venne introdotta in India e a Macao dai Portoghesi e nelle Filippine dagli Spagnoli; infine giunse in Cina dove, come già accaduto in Africa, venne considerata utilissima nel combattere la fame.

Le arachidi vennero per tempo considerate cibo per poveri, tant’è che nel ‘700 i botanici le chiamavano ceci di terra, indicandole come cibo adatto ai maiali. Fu però un alimento base della guerra di secessione, durante la quale faceva parte della dieta di entrambe le parti; in quel periodo le maggiori coltivazioni si trovavano in Carolina del Sud, mentre nel resto del paese in pochi la producevano su vasta scala, almeno fino al 1900 quando venne inventato un mezzo meccanico il quale diminuì la quantità di manodopera necessaria alla sua raccolta.

Ma la vera rivoluzione nel campo di questo prodotto si ebbe nel 1903 quando George Washington Carver ne elencò più di 300 possibili impieghi, dalla cosmesi, farmaci, tinture, all’insetticida, incoraggiando gli agricoltori a alternare la coltivazione del cotone (la quale impoveriva il terreno ed era al tempo minacciata da un parassita) con quella dell’arachide, la quale avrebbe rivitalizzato il terreno producendo azoto. In poco tempo in tutti gli Stati Uniti sorsero campi di arachide e a memoria del ruolo svolto da Carver gli è stata eretta una statua a Dothan, in Alabama.

Ad oggi i maggiori produttori mondiali sono l’India e la Cina, che ne forniscono circa il 50%; negli Stati Uniti si concentra un altro 10%. Ma si coltivano anche in Argentina, Brasile, Malawi, Nigeria, Senegal, Sudafrica e Sudan.

In Italia la pianta è stata coltivata per la prima volta nelle vicinanze di Alessandria nel 1870 ma la produzione non ha mai assunto vaste proporzioni; ad oggi si concentra in Veneto e Emilia Romagna.

L’arachide è una pianta annuale appartenente alla specie delle Leguminose e alla famiglia delle Papilionacee, dal fusto eretto o prostrato, con foglie doppie e fiori gialli; dopo la fecondazione la parte della pianta contenente l’ovaio di allunga fino a raggiungere il terreno e si interra. Il frutto è un legume oblungo a superficie reticolata contenente da 1 a 4 semi di colore giallo con forma ovale e ricoperti da una pellicina rossiccia. Si semina intorno a aprile-maggio e si raccoglie a ottobre.

A seconda della zona di origine si distinguono: l’Arachis hypogaea, della sottospecie Hypogaea, che comprende le varietà Hypogaea (tipo Virginia) e la varietà Hirsuta (tipo Peruvian), e l’Arachis hypogae, della sottospecie Fastigata, che comprende le varietà Fastigata (tipo Valencia) e Vulgaris (tipo Spanish).

Le arachidi contengono circa il 50% di olio e circa il 30% di proteine. L’olio ottenuto dalla spremitura ha un buon sapore e viene utilizzato per cucinare, quello ottenuto in seguito alla raffinazione invece è impiegato per produrre margarina o per friggere. Se tostato e ridotto in pasta l’arachide è utilizzata per produrre burro d’arachidi, molto diffuso negli USA (si dice che questo prodotto sia stato inventato dal farmacista americano George A. Bayer jr nel 1890).

Le arachidi sono un alimento incredibilmente nutritivo: contengono fibre, 13 vitamine, come la E e la PP, e 26 minerali fra cui zinco, potassio, fosforo, manganese, magnesio e rame; sono inoltre un alimento dall’alto contenuto proteico, e contenente l’acido folico, l’arginina e il coenzima Q10. Hanno però un elevato importo calorico, contenendo più calorie dello zucchero.

L’allergia alle arachidi è estremamente diffusa, colpendo più del 10% della popolazione, e si manifesta precocemente, persistendo poi per tutta la vita.

L’arachide viene utilizzato, oltre che in cucina, per un’infinità di altri impieghi, e i suoi sottoprodotti si ritrovano nei detergenti, negli inchiostri, nei combustibili, nella gomma, negli esplosivi, nei farmaci ecc…

La frutta secca ha un alto contenuto calorico, si consiglia pertanto di non eccedere nel consumo.

Benefici  per  i gruppi A e AB. Sconsigliati ai gruppi 0 e B

 

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