Datteri

DATTERI SECCHI

Il dattero è il frutto della palma da dattero, Phoenix Dactyfera, appartenente alla famiglia della Aracaceae.palma da dattero
Il nome deriva dal greco daktilos, cioè dito.
La pianta è caratterizzata da un tronco alto e sottile, rivestito di squame che sono i resti delle foglie seccate; le foglie pennate spuntano sulla cima formando un ombrello. I fiori crescono a grappoli e originano i frutti, che sono bacche ovali di color marrone ricoperte da una pellicola e contenti un unico seme. I datteri crescono in grappoli che possono arrivare a contare anche 1000 frutti ognuno.

I datteri si distinguono fra quelli a polpa morbida, apprezzati in Europa e America, e quelli a polpa più dura, tipicamente consumati nei Paesi Arabi e adatti anche, previa essiccazione, alla produzione di una particolare farina.

palme da dattero a babiloniaAd oggi diffuso soprattutto in Africa, nell’Asia occidentale e in Israele, viene coltivato in moltissimi paesi del nord Africa e in California. Tipico delle zone desertiche ormai si trova in moltissime parti del mondo anche a scopo ornamentale.

I datteri maturano fra agosto e settembre.
La prima fruttificazione si ha nel terzo anno di vita della palma, che può vivere anche 300 anni, arrivando a produrre 50 kg di datteri l’anno.

La pianta è originaria della parte meridionale del delta del Tigri e dell’Eufrate, dove era presente già 4000 anni fa coltivata dai Nabatei intorno alla città di Babilonia e da dove si diffuse a macchia d’olio.mnete greche con dattero
Compariva sulle monete e i monumenti dei Greci, i quali chiamarono la pianta Phoenix a causa della sua origine fenicia. Si narra che la prima pianta di dattero cresciuta a Roma sia nata da un seme gettato nel proprio cortile dall’imperatore Augusto, grande estimatore di questo cibo.
La palma da dattero fu introdotta in Spagna dai Romani, li dapprima si diffuse, per poi scomparire con la caduta dell’impero e tornare nuovamente grazie al califfo Abdurrahman I, intorno alla metà del 500.

dattero egiziIl simbolismo di questa pianta è sempre stato molto forte: per gli Egizi richiamava la fertilità; i Greci, così come i Romani, la utilizzavano come ornamento celebrativo, mentre per i cristiani la sua elevata capacità di riprodursi permette di attribuirgli una simbologia di risurrezione (per questi ultimi le sue foglie ricordano l’entrata di Gesù a Gerusalemme e sono simbolo di pace).gesu entra a gerusalemme
Nei Paesi Arabi è a tal punto parte integrante della dieta che si narra come Dio abbia creato questa pianta utilizzando la creta avanzata dalla creazione dell’uomo.

Il dattero si consuma sia fresco (in questo caso si prediligono le varietà Hiann e Berhi) che essiccato (preferendo invece la Ameri, la Majhool, la Deri, la Halawi, la Zahidi e la Deglet), e se lasciato macerare da origine a liquori e vini. È anche possibile ricavarne un miele che funge da ottimo dolcificante.

Questo frutto è molto calorico, ricco di carboidrati (in particolare sorbitolo) e apporta notevoli quantità di potassio; è ricchissimo di vitamina C e di nicotinamide; inoltre contiene acido malico.

La frutta secca ha un alto contenuto calorico, si consiglia pertanto di non eccedere nel consumo. Controllare che non siano trattati e che non ci siano zuccheri aggiunti. Da preferire quelli naturali.

Neutri per tutti i  gruppi.

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