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Attacchi di panico e ansia. Testimonianza di Marika

Avevo 17 anni, un lavoro che pensavo di continuare a vita e tanti sogni nel cassetto, come ogni adolescente. Facevo la parrucchiera,  lavoravo molte ore al giorno, praticavo sport e mi sentivo esattamente come tutti i miei coetanei.

Marika 2 - ridotto

Marika durante gli allenamenti

Non so dire da quando, ma ho iniziato a non avere più le stesse energie.Inoltre, anche a causa di alcuni vissuti di cui ho assunto consapevolezza in seguito, ho cominciato a soffrire di una forma d’ansia; somatizzavo in un modo particolare i miei dispiaceri, che credevo piccoli e a dosi smistate nel tempo: vomitavo.
Un giorno, svegliandomi, al pensiero di affrontare il lavoro – autoconvinta che fosse quello giusto -ho sentito salire una forte nausea. Da quel giorno ho iniziato a vomitare sempre più spesso, e in svariati momenti; non seguivo una linea logica e nemmeno mi procuravo questo disturbo volontariamente: semplicemente mi saliva questa nausea e rimettevo tutto.
Inoltre ho cominciato ad avere dei disturbi strani, soprattutto quando ero in un momento di tranquillità, “senza pensieri”; tempo dopo ho scoperto che si trattava di attacchi di panico. Mi sembrava di morire, era diventata un incubo l’intera mia giornata… Mentre lavoravo mi sentivo mancare l’aria e vedevo improvvisamente tutto nero, le voci lontane, il sudore freddo sulla pelle! Se non mi sedevo svenivo.
Ho cominciato a fare, spaventata, una serie di infiniti controlli, analisi, visite, e a passare da uno specialista all’altro senza che nessuno mi trovasse nulla di che. Nel giro di un paio di anni (sì, sono stata così due anni), sono arrivata ad un ricovero all’ospedale, ho perso 10 chili e ho dovuto lasciare il lavoro, che non riuscivo più a praticare. Mi sono posta nuovi obiettivi scolastici e lavorativi e ho conosciuto una brava psicologa che mi ha aiutata davvero molto a gestire l’ansia e a capirne l’origine emotiva – tutto questo mentre nel frattempo con una gastroscopia ho saputo di avere un reflusso gastro-esofageo con riversamento di bile, e una gastrite accentuata. Il medico di base mi ha prescritto degli ansiolitici per gestire l’ansia, la psicologa non era d’accordo. Non riuscivo a guidare e soffrivo moralmente molto, vivevo un incubo, mi sentivo davvero imprigionata. Urlavo in silenzio implorando il destino di aiutarmi, perché mi sentivo una diciottenne nel corpo di una ottantenne, non avevo forze, avevo molto freddo ed ero pallida e deperita.

Mozzi a Mogliazze

Dottor Piero Mozzi a Mogliazze

Un bel giorno mia mamma mi ha accompagnata dall’ennesimo medico, stavolta diverso da tutto gli altri. Credo vivesse in cima ad una collina… non ho neppure prestato troppa attenzione, perché ero molto scoraggiata e convinta che non mi aiutasse molto: la vivevo solo come una fatica in più.
Piero Mozzi, ecco il suo nome: mi ha accolta nella stanza con uno sguardo curioso e serio, e mi ha detto subito: ti stai grattando il naso, scommetto che hai sgranocchiato qualcosa di dolce, o magari della frutta secca mentre aspettavi di là il tuo turno. Sbaglio? Io l’ho guardato come si guarderebbe uno stregone; l’ho fissato qualche secondo e ho pensato scettica: ma come lo sa?
Successivamente abbiamo avuto un colloquio su tutto ciò che mangiavo, sulla mia giornata tipo, su tutte le impressioni che avevo. Il signore barbuto e attento mi ha chiesto poi di tenere un diario alimentare; ancora incredula da questo approccio poco comune, mi accingevo a scribacchiare su un foglio degli appunti per la nuova dieta. Nessuno mai mi aveva parlato di possibili diete, stili di vita, e senza sforzarsi più di tanto mi avevano solo consigliato di eliminare cioccolata e ciò che poteva infiammare lo stomaco ulteriormente; lui ha aiutato anche mia mamma lì presente con alcuni consigli che ancora adesso le hanno cambiato la vita – e non esagero a dire la vita.
Una volta tornata a casa ho iniziato questa nuova dieta, inserendo più carne, proteine, pesce, uova -che non mangiavo mai – e ancora più legumi, togliendo i cereali, ma soprattutto gli zuccheri in eccesso e i dolcificanti chimici.
Mi ha consigliato di assumere proteine a colazione – decisone che ho fatto immensamente fatica ad adottare e ho preferito farlo con calma nel tempo, sostituendola con latte vegetale di mandorla e frutta secca.
Cercavo di assumere a pranzo legumi, proteine e verdure, oltre che, occasionalmente, riso e cereali simili, a cena proteine e verdura consentita dal gruppo sanguigno.
Inizialmente ero veramente scettica e procedevo per dovere morale, forse anche nei confronti dei miei genitori e degli sforzi che stavano facendo per me, per vedermi stare bene, per sentirsi dire “non ho avuto la nausea oggi”. Era incredibile, i miei coetanei si dovevano preoccupare solo di nascondere qualche votaccio a scuola, di affrontare un’interrogazione, e traevano soddisfazione da un’uscita in discoteca; invece per me il motivo della vera gioia era rappresentato dal fatto di avere vomitato o meno nelle ultime 12 ore.

Marika durante gli allenamenti dopo la dieta

Marika durante gli allenamenti dopo la dieta

Poi, il mio corpo ha iniziato nel tempo ha darmi delle risposte: più energia e volontà. Con la dieta unita alla psicoterapia, anche gli attacchi di panico sembravano molto più rari e occasionali; gli episodi di vomito sono scomparsi in breve tempo, il corpo ha cambiato forma, i muscoli hanno sostituito, nei mesi seguenti, la massa magra deperita; il colorito era più vivace, il sorriso più sincero. Ho ripreso sport e ho iniziato un’attività che non credevo di poter arrivare a fare: la ginnastica artistica…il mio sogno!
Ancora oggi, se riesco a saltare in un certo modo e ad avere le energie adeguate per sostenere gli allenamenti, lo devo a lui. Capire che l’alimentazione era il motore del mio corpo e la benzina del mio motore, ha fatto un ENORME differenza.
Pian piano mi sono interessata anche al fenomeno del deficit dell’attenzione, che con la psicoterapia ho capito probabilmente di avere avuto nella mia infanzia, e ho notato la correlazione forte con gli zuccheri. Ci ho sviluppato su una tesi di laurea, ritenendo con estrema certezza come questi influiscano sugli stati psichici, e ho trovato molto materiale persino scientifico a riguardo.
Ho intrapreso un percorso universitario basato sull’aiuto alle persone in difficoltà: se io ero stata bene moralmente e fisicamente, potevo aiutare gli altri.

Oggi sono una ragazza di 26 anni in buona salute, non sono mai più stata male per ansia, mai più! Non ho continuato la dieta in modo preciso, ma la cosa importante è che ho capito le risposte del mio corpo e so bene cosa comporta esagerare, oppure assumere certe sostanze e poi non smaltirle con lo sport.
Nel mio caso influiscono direttamente con gli stati emotivi, rendendomi più vulnerabile e sensibile, e con un ginocchio birichino, che quando faccio alcuni esercizi, se mangio male, inizia a dolermi.
Non sempre è facile gestire correttamente in tutto e per tutto questo regime alimentare, ma l’importante è conoscersi ed esserne informati, e non esagerare mai. L’equilibrio serve sempre: il corpo è la nostra casa; io mi dico sempre: perché alle piante diamo da bere l’acqua e ai nostri bambini diamo la coca cola?
Oggi lavoro con bambini e adolescenti con difficoltà d’apprendimento e non posso non notare come alcune merendine confezionate influiscano con la loro capacità.
La terapia psicologica e lo stimolo cognitivo lavorano molto bene, ma sono del parere che senza le basi molecolari corrette, senza la “giusta benzina”, si lavora solo per una percentuale di riuscita: i neuroni vanno alimentati correttamente.
La mia testimonianza serve appunto a questo, a diffondere queste importantissime notizie utili a tutti!
Non arrendetevi mai, provare non costa nulla, o forse a volte un pochino sì, è vero.
Sarei ipocrita a dire che non sia così, che sia facile rinunciare, o meglio sostituire dei cibi che quotidianamente ci danno soddisfazione.  Ma può cambiarvi la vita.

Dimenticavo..sono del gruppo 0 !  😉

Marika – Cremona

Maggiori informazioni sulla dieta potete trovarli nei libri del dottor Mozzi e D’Adamo

2 commenti
  1. Giovanna
    Giovanna says:

    Ciao Marika, sono anche io di Cremona e soffro dei tuoi stessi disturbi da 15 anni Fatto varie terapie, tutte inutili. Mi piacere bbe poter parlare con te per confrontarci e magari chissà anche incontrarci. Da un po’ faccio questa dieta e ho avuto dei miglioramenti ma soffro ancora di agorafobia e ho difficoltà ad uscire perché molte paure si sono fossilizzate e cronicizzate…Mi farebbe piacere se tu mi contattassi sulla mia mail che lascio qui gio.bartolini@libero.it
    Spero di sentirti presto. Ún abbraccio. Gio

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