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Gruppo Sanguigno 0. Come mantenersi sani con l’alimentazione

Il Gruppo Sanguigno 0 e il sistema immunitario

I meccanismi che regolano il sistema immunitario sono la chiave con cui il nostro organismo ci mantiene vitali e in salute. Tra questi meccanismi, uno dei più importanti è la presenza degli antigeni del gruppo sanguigno. Gli antigeni sono sostanze riconosciute dal sistema immunitario, composte da una catena molecolare di zuccheri semplici tra cui il fucosio, che si trova all’estremità. Queste sostanze sono presenti in tutte le cellule e si legano agli anticorpi, provocando una reazione diversa per tutte le sostanze estranee o incompatibili (ad esempio germi e batteri) con cui entrano in contatto.

Ognuno dei gruppi sanguigni è caratterizzato da un antigene diverso, contraddistinto da una particolare struttura chimica e classificato dalle lettere A, B o AB da cui i gruppi prendono il nome. Il sistema immunitario crea gli anticorpi necessari a respingere gli antigeni estranei, compresi quelli degli altri gruppi sanguigni, mentre l’antigene del proprio gruppo impedisce la produzione degli anticorpi contrari a quello stesso antigene. Quando i nostri antigeni riconoscono un altro gruppo come “diverso”, stimolano la produzione di un anticorpo che si oppone ai gruppi sanguigni, ai microrganismi e agli alimenti che possiedono antigeni estranei. In questo modo ogni singolo individuo si crea col tempo un sistema immunitario unico, con anticorpi diversi in base alle sue tolleranze specifiche e alla sua personale esperienza alimentare.
Un caso a parte è il sangue di tipo 0: la struttura del suo antigene è la più semplice e costituisce la “base” dei tre più complessi. Questo perché lo 0 è il primo gruppo sanguigno apparso nella storia dell’uomo, dal quale si sono evoluti tutti gli altri sviluppando il proprio antigene aggiungendo nuovi elementi alla struttura di quello primario. Si dice spesso che il gruppo 0 è privo di antigeni, mentre in realtà tutti i gruppi sanguigni possiedono l’antigene 0 e lo riconoscono come proprio. Per contro, gli anticorpi del tipo 0 non riconoscono nessun altro antigene: per questo motivo le persone appartenenti al gruppo 0 possono donare il sangue ad altri gruppi ma non riceverlo

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Gruppo Sanguigno 0 – Digestione

Come ci insegna il dottor Mozzi, una buona digestione è fondamentale per mantenere il giusto equilibrio psicofisico. Questo semplice concetto è supportato dagli studi clinici del dottor Peter D’Adamo. Da questi studi emerge che gli antigeni del gruppo sanguigno sono presenti in ogni fase della digestione:

  • Saliva: presenta grandi quantità di antigeni del gruppo sanguigno, con la funzione di fornire una prima difesa contro le invasioni dei batteri.
    Il gruppo sanguigno determina la struttura delle mucine, molecole che proteggono il tubo digerente contro i batteri e le irritazioni alimentari.
  • Stomaco: è l’organo dell’apparato digerente che presenta la più alta concentrazione di antigeni in assoluto. Influenza un gran numero di ormoni e secrezioni, compresi i succhi gastrici e l’attivazione dell’enzima pepsina, responsabile della scissione delle proteine. È stato dimostrato che l’antigene del gruppo A si lega alla pepsina inibendone l’azione: questo può spiegare le difficoltà del tipo A nella digestione della carne.
  • Fegato: le cellule delle pareti dei condotti biliari del fegato contengono l’antigene del gruppo sanguigno, così come il succo pancreatico e la bile. Il gruppo sanguigno esercita così la sua influenza sul filtro dell’organismo, che separa sostanze nutritive e scarti.
  • Intestino tenue e intestino grasso: grandi quantità di antigeni del gruppo sanguigno aderiscono alle pareti dell’intestino tenue e dell’intestino crasso, dove interagiscono con le sostanze nutritive, con gli enzimi che regolano l’assimilazione e influenzano la flora intestinale.

Le seguenti strategie, messe a punto dal dottor D’Adamo, sono state studiate per aiutare le persone di gruppo 0 in buone condizioni di salute a evitare i problemi che possono emergere dalla loro particolare costituzione neurologica, digerente, metabolica e immunitaria.

Strategie alimentari per evitare un’eccessiva acidità di stomaco

Il gruppo 0 è caratterizzato da una sovrapproduzione di succhi gastrici e da una produzione più rapida degli enzimi dell’apparato digerente dopo i pasti. Queste particolarità favoriscono la digestione delle proteine animali e dei grassi, ma possono portare a una maggiore incidenza dei disturbi gastrointestinali.
Per contrastare questa tendenza, il dottor D’Adamo consiglia di:

Integrare la dieta con estratto di corteccia di olmo (Ulmus rubra): questo estratto giova alla salute delle membrane dello stomaco, dell’intestino e delle vie urinarie, inoltre ammorbidisce il tessuto intestinale e favorisce la proliferazione dei lattobacilli.

  • Utilizzare la radice dello zenzero: contiene antinfiammatori, antiossidanti e sostanze che prevengono l’ulcera e favoriscono la motilità intestinale.
  • Utilizzare i chiodi di garofano: sono una buona fonte di eugenolo, una sostanza antinfiammatoria utile per prevenire l’ulcera e le infezioni da Candida.
  • Integrare con la radice di curcuma. La curcuma ha molte proprietà benefiche: contiene potenti sostanze antiossidanti, antitumorali e antinfiammatorie, favorisce la funzionalità gastrica e quella epatica, ha effetti gastroprotettivi e stimola la secrezione degli enzimi digestivi.
  • Utilizzare il peperoncino: protegge l’apparato digerente dalle tossine e contiene sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che aiutano a contrastare l’ulcera.
  • Bere acqua con acido carbonico (bicarbonato di sodio): un bicchiere di acqua tiepida o a temperatura ambiente aiuta ad abbassare la produzione di gastrina e l’acidità gastrica.
  • Evitare latte, birra, vino bianco e altri alcolici: fanno tutti aumentare la produzione di gastrina. Il vino rosso non è dannoso, ma è preferibile consumarlo con moderazione.
  • Evitare caffè e the: il caffè aumenta la produzione di gastrina, mentre il the favorisce la produzione di acidi gastrici.
  • Evitare i cibi che stimolano la secrezione acida: tra questi in particolare arance, mandarini e fragole. Si consiglia inoltre di preferire i succhi di verdura a quelli di frutta.

Gruppo Sanguigno 0 e proteine

Una delle maggiori obiezioni mosse contro l’alimentazione basata sui gruppi sanguigni riguarda l’idea che le persone appartenenti al gruppo 0 debbano assumere molte proteine animali. Tanto il dottor Mozzi quanto il dottor D’Adamo sconsigliano a queste persone una dieta vegetariana suggerendo un maggior consumo di carne rossa, comportamento fortemente sconsigliato da tutte le teorie nutrizioniste tradizionali. Queste teorie sono però in contraddizione con le moderne conoscenze sul ruolo della fosfatasi alcalina intestinale.
Si tratta di un enzima prodotto nell’intestino tenue che, tra le altre sue funzioni, facilita la digestione delle proteine e dei grassi animali. Studi recenti hanno dimostrato che i soggetti di gruppo 0 sono dotati di un livello alto di fosfatasi alcalina nell’intestino; questo garantisce loro una protezione efficace dagli effetti potenzialmente pericolosi di un’alimentazione ricca di proteine.

Gruppo Sanguigno 0 e lo stress

Oltre alle abitudini alimentari, uno degli elementi fondamentali per la nostra evoluzione è stata senza dubbio la nostra capacità di reagire allo stress. Sin dalle sue origini, l’uomo è stato infatti costretto a confrontarsi con situazioni pericolose, dannose o semplicemente sgradevoli che hanno determinato una risposta negativa da parte del suo organismo e, di conseguenza, del suo sistema immunitario. Se per i nostri antenati lo stress colpiva principalmente il fisico ed era spesso questione di vita o di morte (come dover sfuggire ai predatori o sopravvivere in un ambiente ostile), oggi tanto il corpo quanto la mente possono esserne colpiti in molti modi diversi: ad esempio ritmi di lavoro intensi, forte pressione psicologica, ma anche patologie che si ripresentano periodicamente o virus che diventano resistenti agli antibiotici.
Ma qual è il rapporto tra lo stress e la dieta del gruppo sanguigno?
Nel suo libro “La salute su misura”, il dottor Peter D’Adamo scrive che, secondo i risultati delle sue ricerche, le persone appartenenti a diversi gruppi sanguigni reagiscono in modo diverso alle situazioni stressanti. Questo fenomeno apparentemente casuale ha in realtà un motivo ben preciso: nella catena del DNA i geni che controllano la nostra risposta allo stress sono localizzati vicino al gene che determina il nostro gruppo sanguigno. Il risultato di questa vicinanza è che il nostro gruppo del sangue svolge un ruolo fondamentale per determinare la nostra soglia di tolleranza allo stress e la capacità di ristabilire il nostro equilibrio emotivo.
Secondo il dottor D’Adamo, l’elemento principale di questa correlazione sono i cosiddetti ormoni dello stress: l’adrenalina e la noradrenalina, che in determinate situazioni vengono rilasciate dalle ghiandole surrenali causando i tipici sintomi di uno stato emotivo alterato (minore capacità digestiva, aumento del battito cardiaco e della pressione sanguigna). Esiste inoltre un terzo ormone, il cortisolo, che trasforma in energia le proteine del tessuto muscolare, per preparare il corpo a fronteggiare uno stress fisico o emotivo particolarmente alto. Ogni gruppo sanguigno presenta diversi livelli di ormoni, causando quindi reazioni diverse.

Quando le persone di gruppo 0 sono sottoposte a stress tendono a reagire bene e presto, poiché la loro produzione di adrenalina e noradrenalina è molto elevata. Tuttavia si riprendono molto più lentamente dagli effetti di una situazione stressante, perché per il loro organismo è molto difficile smaltire queste sostanze.
Esistono diverse strategie utili che il dottor D’Adamo consiglia alle persone di gruppo 0 per contrastare questi effetti negativi e mantenere stabile il proprio equilibrio.

Utilizzare le tecniche di gestione della rabbia

La difficoltà nell’assimilare adrenalina e noradrenalina può provocare a volte un’alterazione dei valori di una particolare sostanza neurochimica: la dopamina. Questa sostanza contribuisce a molte importanti funzioni del cervello, tra cui la concentrazione, l’umore e la gioia; ma quando i suoi livelli vengono alterati possono insorgere sbalzi d’umore, scatti d’ira, iperattività e minore capacità di concentrazione. È possibile contrastare questi sintomi con alcuni semplici esercizi:

  • Quando vi rendete conto che state per perdere la pazienza, prendetevi una pausa e fate sbollire la rabbia praticando qualche esercizio fisico, bevendo un bicchiere d’acqua o semplicemente facendo il giro dell’isolato.
  • Se siete in collera con qualcuno, invece di affrontarlo subito, sedetevi e mettete per iscritto tutto quello che pensate e sentite: vi accorgerete che è impossibile essere arrabbiati mentre si sta scrivendo.
  • Individuate le cause che hanno scatenato la vostra rabbia e analizzatele, per poter determinare da cosa provengono.
  • Concentratevi su quello che state provando voi, non sul comportamento dell’altra persona: ad esempio, invece di “Hai rovinato tutto”, provate a dire “Sono molto deluso”. Questo vi aiuterà a mantenere il controllo della situazione.
  • Trovate un’attività che per voi equivalga al classico “contare fino a dieci”.
  • Quando vi sentite frustrati o arrabbiati, fate in modo di avere qualcuno con cui parlare. Le persone di gruppo 0 sono generalmente estroverse e le loro tensioni si attenuano quando possono discutere apertamente il problema che li angustia.

Migliorare la reazione allo stress grazie agli adattogeni

  • Gli adattogeni sono sostanze naturali presenti in molte piante medicinali, che contribuiscono a corroborare l’organismo riducendo lo stress. I più indicati per le persone di gruppo 0 sono:
  • Rhodiola Rosea e altre piante della specie Rhodiola: i principi attivi di questa pianta prevengono l’azione di adrenalina, noradrenalina e delle disfunzioni cardiopolmonari, stabilizzando il battito cardiaco.
  • Steroli e steroline vegetali. Nonostante siano chimicamente simili ai grassi, le steroline vegetali possiedono ottime qualità adattogene: sono infatti in grado di prevenire e attenuare gli squilibri del sistema immunitario che si innescano in situazioni di stress.
  • Vitamine del complesso B, soprattutto la B1 e la B6, particolarmente indicate per aiutare le persone di gruppo 0 a riequilibrare le reazioni allo stress.
  • Acido lipoico: molto importante per il gruppo 0, aiuta a metabolizzare gli ormoni dello stress.

Favorire l’equilibrio grazie all’aiuto degli integratori 

  • L-tirosina. Nel corso degli anni, il dottor D’Adamo ha osservato che spesso i suoi pazienti di gruppo 0 sentivano un intenso desiderio o per le carni rosse o per i prodotti a base di frumento, cosa che metteva in grande difficoltà soprattutto i vegetariani. Questi due tipi di alimenti sono infatti la maggior fonte di L-tirosina, la molecola da cui si forma la dopamina. Se un vegetariano di gruppo 0 sente l’impulso di mangiare frumento il suo organismo sta cercando di stabilizzare il livello di dopamina. Per risolvere il problema il dottor D’Adamo consiglia un integratore di L-tirosina.
  • Acido folico: è una vitamina del complesso B, molto utile per le persone di gruppo 0 soggette a frequenti cambiamenti d’umore.

Il gruppo Sanguigno 0 e il cancro

Nel corso di tutta la nostra vita, le cellule del nostro organismo sono soggette a un continuo processo di duplicazione detto mitosi. Tuttavia, può succedere che alcune cellule diventino cancerose, ovvero acquistino la capacità di moltiplicarsi al di fuori di ogni controllo. La loro superficie subisce inoltre un aumento dello strato di zuccheri, attirando una quantità maggiore di sostanze agglutinanti (come ad esempio le lectine degli alimenti nocivi) e formando ammassi composti da centinaia o migliaia di cellule tumorali.
Il gruppo 0 possiede un sistema immunitario molto attivo con un sistema di “sorveglianza” rigoroso, che individua le cellule tumorali abbastanza facilmente. Questo fa sì che le persone di tipo 0 siano più soggette alle patologie autoimmuni ma un po’ meno suscettibili ad alcuni tipi di cancro o, se ne sono affette, riescono a combatterlo efficacemente. Tale tendenza presenta tuttavia due importanti eccezioni.
La prima eccezione è il cancro alla vescica, caratterizzato dalla scomparsa del normale antigene AB0 e dalla comparsa di molecole adesive che favoriscono l’aggregazione delle cellule tumorali. Alcuni ricercatori hanno osservato una maggiore aggressività di questo tipo di cancro nei gruppi 0 e B, generalmente meno colpiti da questa patologia. La seconda è il melanoma, sul quale purtroppo sono stati svolti finora pochissimi studi in relazione al gruppo sanguigno; i pochi effettuati hanno però evidenziato che questo specifico tumore colpisce principalmente i soggetti di gruppo 0.

Gruppo Sanguigno 0 e le malattie infettive e immunitarie

Le persone di gruppo 0 sono maggiormente predisposte alle infezioni rispetto ad altri gruppi, a causa del fucosio presente nel loro antigene. Gli zuccheri fucosici vengono utilizzati come adesivi da molecole simili alle lectine, chiamate selectine: l’adesione consente una più facile migrazione dei globuli bianchi dal flusso sanguigno verso l’area colpita da infiammazione.
Le ricerche del dottor D’Adamo hanno mostrato come le persone di gruppo 0 che seguono un’alimentazione ricca di cereali siano fortemente soggette a malattie autoimmuni e corrano più rischi di essere colpiti da fenomeni infiammatori. La difesa migliore contro queste patologie è adottare la dieta per il gruppo sanguigno avendo cura di evitare alimenti a base di frumento e latticini, che possono favorire le infiammazioni.
Il dottor D’Adamo consiglia inoltre alcuni rimedi naturali per prevenirle:

  • Astragalo: è una pianta cinese che riequilibra l’attività dei processi infiammatori e immunitari.
  • Foglie di timo, origano e rosmarino: hanno proprietà antiossidanti, antinfiammatorie e rafforzano le difese dell’organismo contro batteri e microrganismi.
  • Radice di zenzero: contiene sostanze antinfiammatorie e antiossidanti, oltre a essere utile per prevenire l’insorgenza di ulcere.
  • Chiodi di garofano: sono una ricca fonte di eugenolo, un composto con grandi proprietà antinfiammatorie.
  • Curcumina: è una sostanza estratta dalla curcuma, con efficaci effetti chemioprotettivi.

IL GRUPPO SANGUIGNO 0 E IL METABOLISMO

 Il metabolismo è l’insieme dei processi che permettono al nostro organismo di digerire e sintetizzare le sostanze nutritive degli alimenti per convertirle in energia. Grazie a questi processi il corpo umano può crescere, rinnovare le cellule, regolare le reazioni chimiche interne e determinare l’aumento o la perdita di peso.

Secondo le ricerche del dottor D’Adamo, il gruppo sanguigno è fondamentale per prevenire diversi disordini del metabolismo, tra cui un eccessivo aumento di peso e l’insulinoresistenza, uno squilibrio ormonale che causa bassa sensibilità all’ormone pancreatico dell’insulina e quindi un’alterazione dell’assorbimento di glucosio nelle cellule. Questo disturbo forza l’organismo a produrre sempre più insulina per compensarne la minore efficacia, rendendo difficile il controllo dei livelli di zucchero nel sangue e, con il tempo, può portare al diabete di tipo 2. Spesso è scatenato da un consumo troppo elevato di alimenti contenenti lectine che reagiscono in modo negativo al gruppo sanguigno. Alcune di esse si legano ai recettori delle cellule adipose simulando gli effetti dell’insulina, segnalando così alle cellule di smettere di bruciare grassi e zuccheri, immagazzinandoli sotto forma di ulteriore grasso.

Un eccessivo aumento di peso comporta dei cambiamenti nella fisiologia del metabolismo, che rende sempre più difficile riportare nella norma i livelli ormonali, portando col tempo a patologie più gravi come l’obesità. Nelle persone obese la regolazione dell’energia si differenzia da quella normale per due importanti aspetti:

  • Resistenza alla leptina: l’ormone leptina (che non deve essere confuso con le lectine) controlla la quantità di grasso corporeo immagazzinato nell’organismo e la capacità di bruciarlo per ottenere energia e trasmettere la sensazione della sazietà. Quando si diventa sovrappeso il livello della leptina cresce insieme a quello dell’insulina, mentre la sua efficacia diminuisce. Secondo alcuni ricercatori, questo parallelismo tra i due ormoni apre le porte al diabete, all’infarto e alle malattie cardiovascolari.
  • Resistenza al cortisolo: il cortisolo è un ormone steroideo con la funzione di aumentare i livelli di zucchero nel sangue, anche a spese del tessuto muscolare. Anche se utile in casi di emergenza, una sua azione permanente sull’organismo porta all’insulinoresistenza e a una drastica diminuzione della massa muscolare in favore della massa grassa. Generalmente, le persone sovrappeso sono soggetti perennemente a un livello di cortisolo alto, poiché la sua produzione è stimolata proprio dalla presenza di tessuto adiposo in eccesso.

 

Il gruppo Sanguigno 0, il controllo del peso e la sindrome X

La disfunzione chiamata “sindrome X”, analizzata da numerosi ricercatori medici negli ultimi anni, è conosciuta comunemente con il nome di sindrome metabolica ed è costituita da diversi disturbi del metabolismo che si manifestano contemporaneamente in un singolo individuo. Questi disturbi comprendono glicemia alta, resistenza all’insulina, livelli elevati di colesterolo “cattivo, ipertensione, problemi cardiaci, obesità.

Le persone di gruppo 0 possono contrastarli aumentando la massa dei tessuti attivi attraverso la giusta alimentazione e l’esercizio fisico, in modo da mantenere il metabolismo al massimo dell’efficienza. Per raggiungere questo scopo occorre ricordare che le proteine animali sono quelle più facilmente utilizzabili dal gruppo 0, mentre le lectine presenti in certi tipi di cereali, di pane, e di legumi tendono a indurre lo stato di insulinoresistenza.

Per aiutare le persone di gruppo 0 che hanno difficoltà a mantenere il controllo del peso, il dottor D’Adamo consiglia alcune strategie per potenziare gli effetti della dieta del gruppo sanguigno:

  • Scoprire il proprio profilo metabolico: oltre al peso corporeo, è utile conoscere dati come la massa muscolare, la percentuale di massa grassa e il metabolismo basale, perché rivelano il grado di equilibrio metabolico dell’organismo. Esistono alcuni metodi di misura che si possono eseguire in casa per scoprire qualcosa di più sul proprio metabolismo individuale. Ad esempio, per determinare se l’eccesso di peso è dovuto a ritenzione idrica è sufficiente premere con un dito sull’osso della coscia con una certa forza per cinque secondi. Se la pressione è stata fatta su tessuti muscolari la pelle ritornerà subito al suo posto, ma se c’è acqua tra le cellule impiegherà un po’ più di tempo.

Un altro metodo è calcolare il rapporto tra anche e vita, in modo da determinare la distribuzione del grasso sul corpo: l’eccesso di peso è più dannoso quando si concentra sull’addome piuttosto che su anche e cosce. Per ricavare questo dato è sufficiente misurare con un metro per sarti la circonferenza della parte più stretta della vita e poi della parte più grossa delle anche. Infine si divide la misura della vita per quella delle anche: per le donne il rapporto ideale è compreso tra 0,70 e 0,75, per gli uomini tra 0,80 e 0,90.

  • Eliminare le lectine che inibiscono l’insulina: nelle persone appartenenti al gruppo 0 il fattore scatenante più comune della sindrome metabolica è l’intolleranza ai carboidrati. Alcune lectine contenute nei cereali simulano l’azione dell’insulina nel loro organismo e, di conseguenza, inibiscono la loro capacità di metabolizzare i grassi. Può quindi succedere che una persona di gruppo 0 con una dieta povera di grassi ma ricca di queste lectine non dimagrisca e tenda invece a ingrassare. Per evitarlo è consigliabile sostituire frumento, patate, mais e fagioli con patate dolci, zucchine, radici commestibili e zucca.

Altri fattori che contribuiscono alla resistenza all’insulina sono: basso contenuto di acidi grassi (soprattutto omega3), ripetute diete ipocaloriche, zuccheri e amidi raffinati, insufficiente consumo di fibre, scarsa attività fisica o vita sedentaria, uso di stimolanti come caffè, alcolici e fumo.

 

Il gruppo Sanguigno 0 e i problemi cardiovascolari

Come per la sindrome metabolica, il principale fattore di rischio per il cuore nel gruppo 0 è l’aumento di peso causato dall’intolleranza ai carboidrati, che provoca la resistenza all’insulina e un conseguente innalzamento dei livelli di trigliceridi (formati da tre catene di grassi legate tra loro). Studi recenti hanno evidenziato nelle persone di gruppo 0 una correlazione tra obesità, trigliceridi e problemi cardiovascolari.

Un altro fattore da considerare è il livello di colesterolo, che però rappresenta un rischio minore per i gruppi 0 e B. Le persone appartenenti a questi gruppi sono infatti avvantaggiate dall’alto livello di fosfatasi alcalina, l’enzima che demolisce le molecole dei grassi alimentari “cattivi” e permette loro un’alimentazione ricca di proteine animali.

Il sangue di tipo 0 è caratterizzato inoltre da una fluidità che può rappresentare un rischio in caso di emorragie o di interventi chirurgici. In caso di necessità, il dottor D’Adamo consiglia alcuni accorgimenti per potenziare il fattore di coagulazione:

  • Prima di affrontare un intervento, assumere molta vitamina K consumando ortaggi a foglia verde (specialmente cavoli, spinaci e cime di rapa) ed erbe (basilico, salvia, timo, prezzemolo).
  • Evitare l’aspirina, che ha proprietà fluidificanti per il sangue.
  • Nei giorni precedenti un intervento, astenersi dal consumare sostanze fluidificanti come l’aglio e il ginko biloba.

Le informazioni presenti in questo articolo sono contenute nel libro “La salute su misura” del dottor Peter D’Adamo, ideatore della dieta del gruppo sanguigno.

Maggiori informazioni sulla dieta potete trovarli nei libri del dottor Mozzi e D’Adamo

libri ricette dott. mozzi (350x233)

I libri del dottor Piero Mozzi

15 commenti
  1. maria rosa marino
    maria rosa marino says:

    salve vi chiedo s’è possibile un esempiio di dieta giornaliera per perdere peso per una donna di 38 anni con gruppo sanguigno 0 Rh –

    Rispondi
  2. vittoria
    vittoria says:

    Buon pomeriggio, o scoperto che dal 2 mila io non o la tiroide, mi sono ingrassata 17 hg in quel periodo perchè o smesso di fumare, e entrare in menopausa non riesco a calare prendo EUTIROX MG 75 il mio gruppo è 0 positivo ,vorrei un suo consiglio ,grazie

    Rispondi
    • Rocco
      Rocco says:

      Salve io pesavo 88 kg,alto 1,75 in circa 2 mesi sono arrivato al peso di 78, mangiando frullato di frutta al mattino,insalata verde,e verdura, broccoli, cavolfiore a pranzo,pomeriggio frullato, sera verdura insalata,zucca o broccoli,avevo 250 glicemia, o adesso 110 al mattino

      Rispondi
  3. Virginia
    Virginia says:

    Ciao. Sono molto contenta di aver scoperto questa dieta per gruppo sanguigno…io sono una donna di 34 anni gruppo 0+.Ho problemi ormonali con sbalzi d’unore molto forti ma pare che la tiroide sia a posto soffro molto lo stress e somatizzo su stomaco e intestino… non tollero latte lieviti e penso di avere la sindrome dell’intestino irritabile e soffro di aerofagia… nutrirmi e diventato milto faticoso potete darmi qualche consiglio o una traccia di dieta da seguire? Grazie

    Rispondi

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