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Chiodi di garofano

I chiodi di garofano sono i fiori essiccati ancora in boccio dell’Eugenia caryophyllata, un albero sempreverde originario delle Isole Molucche, in Indonesia. Questa pianta non ha nulla in comune con il garofano: il nome della spezia deriva infatti dalla forma che assumono i boccioli una volta essiccati, molto simile ai chiodi, e dal profumo che ricorda quello di un garofano.
Essendo originaria dell’Asia, questa spezia rimase sconosciuta per lungo tempo ai Greci e ai Romani, mentre si diffuse in Cina e in Oriente sin dai tempi più antichi: in Cina gli ufficiali e i cortigiani avevano l’obbligo di mangiarla per profumarsi l’alito prima di rivolgersi all’Imperatore. Furono gli Arabi a introdurla per primi in Occidente, probabilmente intorno al IV secolo. Duecento anni dopo era conosciuta in gran parte dell’Europa: alcuni chiodi di garofano sono stati ritrovati in un’antica tomba del VI secolo nella regione francese dell’Alsazia.
Come molte spezie importate dall’Oriente, il chiodo di garofano col tempo crebbe di valore e nel Medioevo divenne sempre più apprezzato e costoso. Lo stesso Dante Alighieri lo nomina nell’Inferno, denunciando i nobili senesi della cosiddetta “Brigata spendareccia”: i dodici ricchi che componevano questo gruppo, convinti di essere vicini alla fine del mondo, scialacquarono tutti i loro averi spendendo somme esagerate per godersi la vita prima di morire. Uno di questi, Niccolò, importò abbastanza chiodi di garofano da usarli come brace per cuocere enormi pezzi di carne, pagando una fortuna per questa stravaganza.
Sempre nel Medioevo, grazie alle ricerche della Scuola Salernitana, i chiodi di garofano iniziarono a essere utilizzati a scopo terapeutico, soprattutto per combattere i vuoti di memoria e l’affaticamento mentale. Negli anni della peste si diffuse la credenza che un’arancia con chiodi di garofano conficcati in superficie tenesse lontana l’epidemia. Nel Cinquecento si pensava invece che questa spezia fosse un afrodisiaco potentissimo, tanto che il suo uso era proibito a quasi tutti gli ordini monastici. Nell’Ottocento vari trattati medici lo elogiano come rimedio contro l’impotenza e come anestetico per le ferite e il mal di denti.

L’albero di Eugenia caryophyllata è un sempreverde che raggiunge un’altezza di 10-15 metri, vive circa sessant’anni e produce frutti dopo circa dieci. Oltre che nelle Molucche, è coltivato in molte aree tropicali come le Antille, la Cina, l’Africa Orientale e Zanzibar. I boccioli dei fiori vengono raccolti prima che si schiudano in due periodi dell’anno (a fine estate e metà inverno) e fatti essiccare al sole per parecchi giorni, finché non perdono due terzi del loro peso e assumono una tonalità rosso-scuro.
In cucina i chiodi di garofano compaiono nella maggior parte delle miscele di spezie orientali come il garam masala indiano. Nella cucina occidentale si utilizzano principalmente nelle preparazioni di pasticceria, per insaporire brodi e piatti di carne, per aromatizzare i liquori e il vin brûlé, per esaltare il gusto dei formaggi stagionati e per conservare meglio le carni marinate.
Il chiodo di garofano è ricco di olii essenziali e il suo principale componente è l’eugenolo. Questa sostanza è ricca di proprietà benefiche riconosciute e viene utilizzata in medicina come antibatterico, antinfiammatorio, antiossidante, e come leggero anestetico. In particolare, è molto usato dai dentisti per disinfettare il cavo orale ed è uno degli ingredienti di base delle otturazioni provvisorie, dei colluttori, dei dentifrici e dei farmaci da banco che aiutano ad alleviare il mal di denti.

Neutra per i gruppi   0, B e AB. Nel gruppo A non sono indicati

Il dottor D’Adamo consiglia  i chiodi di garofano alle persone di gruppo 0 per prevenire le malattie infiammatorie

3 commenti
  1. Matteo
    Matteo says:

    Vi ringrazio per le schede informative dei vari alimenti, sono chiare ed esaustive.

    Per i CHIODI di GAROFANO ho controllato le indicazioni del dott. D’Dadamo che
    considera i chiodi di garofano (CLOVE) NEUTRALI anche per il GRUPPO A.

    Volevo chiedere perchè voi li considerate NON indicati per il GRUPPO A ?
    Vi ringrazio
    Cordiali Saluti

    Rispondi
    • admindieta
      admindieta says:

      Nel libro del dottor Mozzi non sono indicati. Chiederemo maggiori chiarimenti al dottor Mozzi. Solitamente quando manca un alimento c’è il dubbio

      Rispondi

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