Tincture bottles of hawthorn berries, ripe thorn apples in basket and autumn maple leaves on wooden table. Herbal medicine.

Biancospino

Il biancospino (Crataegus monogyna) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Rosaceae. Il suo nome scientifico Crataegus deriva dalla parola greca Kratos che significa “forza, potenza”.

Conosciuto sin dai tempi antichi per le sue proprietà terapeutiche, era considerato di buon augurio presso i Greci che lo utilizzavano per decorare gli altari sacri prima delle cerimonie nuziali. I Celti ritenevano che l’albero di biancospino segnalasse i territori abitati dalle fate e gli dedicarono un mese del loro calendario (che corrisponde al periodo tra la fine di maggio e l’inizio di giugno. I Romani usavano mettere dei rametti fioriti di biancospino sopra le culle dei neonati, poiché pensavano che fosse in grado di scacciare gli spiriti.
Gli antichi cristiani associavano i fiori di quest’albero al culto della Madonna, che secondo una credenza popolare inglese rappresentano l’Immacolata Concezione, mentre i suoi frutti rossi rappresentano il sangue di Cristo e i rami la sua corona di spine. Nel Medioevo i suoi rami erano usati per tenere lontani il malocchio, le streghe e i vampiri. Una leggenda cristiana sul biancospino è legata alla figura di Giuseppe d’Arimatea, il Santo che raccolse il sangue di Cristo nel Sacro Graal dopo la crocifissione e successivamente partì alla volta della Britannia. Appena arrivato piantò il suo bastone nel terreno e da esso nacque magicamente una pianta di biancospino attorno alla quale fu costruita la prima chiesa dell’Inghilterra.

La pianta di biancospino è un arbusto ramificato o un albero, a seconda dell’altezza che può variare da un minimo di 50 centimetri a un massimo di 6 metri. Il fusto ha una corteccia compatta di colore grigio, i rami più giovani sono dotati di spine e i fiori, di colore bianco-rosato, sono raccolti in gruppi da 5-25 ciascuno. I frutti sono ovali e grandi circa un centimetro, di colore rosso scuro; giungono a maturazione tra novembre e dicembre.
Le bacche di biancospino si usano principalmente per la preparazione di dolci, marmellate e sciroppi, mentre la tintura madre, l’olio essenziale, gli infusi e le tisane preparati con i fiori e le foglie sono molto utilizzati in fitoterapia. Secondo la medicina naturale questa pianta è dotata di numerose proprietà benefiche: migliora il sistema cardiocircolatorio, aumentando la resistenza dell’organismo; dilata e rinvigorisce i vasi sanguigni, regolarizzando così la pressione arteriosa; è un ottimo sedativo naturale con effetti benefici sul sistema nervoso centrale; contrasta i radicali liberi, riducendo i depositi di colesterolo nelle pareti dei vasi sanguigni; l’infuso dei fiori o il decotto dei frutti possono essere utilizzati come antinfiammatori per bocca e gengive.
Il biancospino contiene diversi aminoacidi, vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B5, B6, B9, B12) e vitamina C.

Benefico per i gruppi A e AB, neutro per i gruppi 0 e B.

Il dottor D’Adamo consiglia il biancospino ai gruppi A e AB come aiuto per prevenire le malattie cardiache. Il dottor Mozzi consiglia la tintura madre per la pressione alta

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