Doroty

Lupus eritematoso sistemico con sindrome di Sjogren e Raynaud. – Testimonianza di Dorothy

Mi chiamo Dorothy, ho 45 anni e sono gruppo A.

penne pastaPrima di sposarmi la mia alimentazione era basata essenzialmente su carne rossa, pasta al sugo e molti formaggi. Quando ero nauseata da quel tipo di cucina mi buttavo sul pane per riempirmi lo stomaco. Non nascondo la mia adorazione per i gelati.
Da quando mi sono sposata ho cominciato a mangiare tanto pesce di ogni tipo, in prevalenza molluschi e crostacei, poca carne rossa ed un frutto a fine pasto. Seguivo la classica dieta mediterranea dove non mancano mai il pane e la pasta.
Dall’età di 28 anni (2 anni dopo il matrimonio) ho cominciato a stare male e a capire che qualcosa nel mio corpo stava cambiando.
Il mio viso si riempiva sempre più di pustole e più il tempo passava più tutto peggiorava. Fino ad allora la mia pelle era sempre stata bella: non avevo mai avuto uno sfogo, tant’è vero che mi chiamavano “pesca”; vedermi così non faceva che rendermi sempre più triste e depressa.

Nice woman and headacheA questo fatto estetico si aggiungeva un malessere generale: ansia unita a tristezza, che spesso sfociava in crisi di pianto isteriche incontrollabili, e a una stanchezza fuori dal normale. Inoltre avvertivo un forte senso di affaticamento, esaurimento e una generale mancanza di forze fisiche e mentali, che interferiva con le normali attività quotidiane. Era presente anche in condizioni di riposo: ero infatti arrivata a dormire anche 16 ore, ma senza alcun miglioramento.
A quel punto ero conscia di non essere più padrona di me stessa: di fare, di pensare, di vivere.
Due anni prima della diagnosi consultai un neurologo il quale, considerando anche l’ambiente ostile in cui lavoravo, mi diede una cura a base di ansiolitici e punture ricostituenti; mi consigliò anche del movimento che mi avrebbe aiutata a scaricare.

Così feci. In un primo momento sembrò che almeno dal punto di vista fisico andasse meglio, anche se il mio viso non mostrò alcun segno di miglioramento.
Una mattina, un anno prima della diagnosi, mi alzai e vidi che il mio viso era completamente coperto di pustole grosse e doloranti, aveva perso tono e colore, era bianco come un lenzuolo e gli occhi erano rossi e segnati. La mia bocca era piena di afte sulla lingua, anch’esse grosse e doloranti. Non ho potuto alimentarmi per alcuni giorni e sopra la testa sentivo un macigno che mi stava schiacciando al suolo. Non avevo più forze.  Cosa mi stava succedendo?

AcneIl dermatologo mi diagnosticò l’acne e cominciai la cura a base di zolfo, senza ottenere alcun risultato.
In quel periodo, purtroppo, il clima lavorativo era sempre più pesante, cosicché i miei sintomi peggioravano e anche le mie crisi di pianto.
Il mese successivo mi alzai come al solito per recarmi al lavoro e sentii dei forti dolori al basso ventre: mi sembrava di stare per partorire. In effetti avevo un piccolo ritardo, ma niente mi fece supporre che potessi essere incinta. Mi precipitai al pronto soccorso che sottovalutò la cosa e solamente il mese successivo, approfondendo, capii che avevo abortito.
Decisi cosi di consultare anche il ginecologo, per cercare una correlazione ormonale fra gli sfoghi sul viso e quello che mi era accaduto.
Erano 6 anni che io e mio marito facevamo sacrifici: avevamo investito tutto il nostro tempo sugli studi che lo avrebbero portato a conseguire la laurea tanto desiderata e, dal momento che mancava poco, chiesi di approfondire i controlli a livello ginecologico.
Gli esami evidenziarono che i miei leucociti (le difese immunitarie) erano a 2,5, quindi mi fu sconsigliata una gravidanza previo approfondimento da un ematologo, anche se prima di uscire il ginecologo mi confuse dicendomi di convincermi che non avevo nulla.
Ma allora ero io che stavo costruendo quel castello di malessere?
Il medico di base mi fece l’impegnativa per la visita ematologica dicendo che non era necessario e che al massimo a quel punto era meglio fare il prelievo del midollo, così mi spaventai e non andai mai dall’ematologo.
Due mesi dopo non ero più in grado di sostenere il lavoro e cominciai a soffrire di forti emicranie e dolori articolari. Le emicranie erano invalidanti e i dolori mi gonfiavano le articolazioni impedendomi l’utilizzo degli arti, cosi mi licenziai.

Prima della dieta (450x318)

Dorothy prima della dieta Mozzi

Finalmente ero a casa e avevo tempo per pensare solo a me, per uscire fuori dal tunnel.Contattai un medico olista che mi diede dei fitoterapici: rosa canina, ribes nigrum e vaccinum mirtillum togliendomi dall’alimentazione latticini e lieviti.La situazione cominciò lentamente a migliorare, anche se il mio volto no.
La stanchezza era sempre più profonda e cominciai a chiudermi a casa, a non uscire e non voler frequentare e vedere nessuno, nemmeno i miei familiari.
Mio marito stava per laurearsi, finalmente si stava per realizzare uno dei nostri sogni ed io non volevo e non potevo disturbarlo.Non riuscii nemmeno ad aiutarlo a scrivere la tesi sul computer: il mio stato d’animo peggiorava.Cercavo in ogni modo di distrarmi, ma sovente mi balenava la voglia di suicidarmi ponendo fine alla mia sofferenza.Poco prima che si laureasse il medico olista mi consigliò di smetterla con i fitoterapici, così cominciai a sprofondare sempre di più in un abisso.

Mio marito mi fece una promessa:” appena mi laureo voglio dedicarmi solo a te, insieme cercheremo di capire cosa stà succedendo”.Il giorno della laurea arrivò e per me fu una felicità immensa: finalmente era arrivato il momento di raccogliere.
Il giorno dopo consultammo a pagamento un altro medico generale che, visti gli esami, mi diede dei ricostituenti e mi consigliò una vacanza.Partimmo subito per il mare ma dopo qualche giorno, improvvisamente, rientrati dalla spiaggia sentii di avere toccato il fondo. Avevo un herpes sulle labbra, mi sedetti e dissi:” non riesco più a camminare”.Mio marito mi prese in braccio e mi sdraiò. Dormii, ma l’indomani la situazione che si presentò fu ancora più grave: facevo fatica a respirare, a tratti mi mancava il respiro e non parlavo più. Per mangiare dovevo essere imboccata.
In silenzio pregai e chiesi di indicarmi la strada, così andammo al pronto soccorso  anche se i medici  mi visitarono scocciati, sostenendo che non potevano perdere tempo con tutti quelli che si sentivano stanchi.
Dal prelievo i leucociti si erano ulteriormente abbassati, erano 1,6 ed ero completamente senza difese.

sintomi-sindrome-di-sjogren_700x525Fui ricoverata tramite l’ultimo medico che avevo consultato, che dopo una settimana di esami fra i quali il prelievo del midollo mi rimandò a casa in quelle condizioni.
Il mio corpo era invaso dai dolori che non mi lasciavano nemmeno riposare e dipendevo in tutto e per tutto dagli altri. Dov’era finita la mia dignità?
Il responso degli esami fatti arrivò in ospedale ma nessuno li aprì. Il medico che mi seguiva era andato in vacanza senza fare il passaggio delle consegne e nessuno prese in carico la mia cartella clinica.
Passai in queste condizioni 2 mesi, le ferie terminarono e visto che il medico era rientrato, ai primi di settembre lo contattai  ed il responso fu: patologia autoimmune. (Quella notte pregai e chiesi di darmi la forza di poter almeno parlare).
Contattai subito l’ambulatorio della mia città dove mi fu presentata, come una doccia fredda, la mia patologia:” lei sarà sempre stanca, sarà sempre più stanca degli altri, dovrà imparare a convivere con questa stanchezza e dovrà imparare a suddividere le energie”.
Dovetti però fare altri esami e così passò un altro mese interminabile per conoscere la diagnosi ufficiale: lupus eritematoso sistemico con sindrome di sjogren e sindrome di raynaud. Il lupus è una patologia autoimmune che può colpire gli organi. Avrei dovuto stare attentissima al sole e usare protezione alta, 60+  anche d’inverno. Così avrebbe dovuto sparire anche la mia passione per il mare, per la tintarella.
Erano 4 anni che giravo da un medico all’altro e nessuno si era messo una mano sul cuore e aveva preso in mano la mia situazione approfondendo, documentandosi, incuriosendosi. Nel frattempo io avevo rischiato di morire.
La mia cura è diventata: il cortisone (inizialmente 50 mg e poi a scalare), il plaquenil, la cardioaspirina ed i protettori per lo stomaco.
Con il tempo però i farmaci sono aumentati, perché mi ammalavo sempre, quindi passai agli antibiotici. Per  l’emicrania ho utilizzato ogni tipo di antidolorifico, anche il più serio, senza alcun beneficio. Ho utilizzato ogni tipo di farmaco o integratore che mi aiutasse in qualche modo a stare meglio.
Mozzi Volo 2Nel mio cammino ho incontrato solo un grande medico, che subito dopo la diagnosi mi ha preparato un vaccino personalizzato. Mi ha aiutato tanto sia fisicamente che psicologicamente ad affrontare un malattia così dura e seria come il lupus e che tengo a ringraziare.
A dicembre del 2015, incuriosita da una trasmissione che aveva ascoltato una mia collega su radio dj dove Fabio Volo intervistava il Dottor Mozzi, ho voluto subito approfondire.
Premetto che da qualche tempo, in particolar modo da quando ho iniziato a soffrire di reflusso gastroesofageo, avevo cominciato a capire che alcuni cibi li tolleravo e altri meno, e a pensare che forse poteva esserci una correlazione fra cibo e salute. Visto che nonostante i medicinali l’astenia non mollava, cercavo una soluzione in quel senso.Il fatto poi che da qualche anno avessi ricominciato ad espormi al sole anche se con protezione 50 e che niente fosse mai successo mi aveva fatta ulteriormente pensare.
Le due cose si sono incontrate: la mia voglia di approfondire spinta dalla curiosità e quell’intervista molto interessante.
Su internet sono anche incappata nell’esperienza di Alice affetta da Lupus, che segue la dieta del Dottor Mozzi, e ho subito pensato: questo è un vero medico, che va oltre, che va alle cause; il fatto che non chiedesse niente in cambio mi ha stupita ancora di più, così ho cominciato immediatamente. Ormai non avevo niente da perdere, e poi si trattava solo di un cambio di alimentazione.

Dopo soli 3 giorni ho cominciato a sentire le ali sotto i piedi: mi sentivo super energica, frizzante, con voglia di fare e di vivere. Mio marito vedendomi così si è lanciato anche lui, risolvendo in 3 mesi colesterolo, pressione alta e valori del fegato (problema che aveva da 20 anni e per il quale abbiamo investito tempo e denaro contattando grandi epatologi che non sono stati in grado di dirci le cause, tanto meno di fare qualcosa) . Ha eliminato statina, pastiglia per la pressione e integratori per il fegato.
Oggi la mia alimentazione è basata sulle proteine del pesce, dei legumi, delle uova, della frutta secca e sulle vitamine delle verdure consentite per il mio gruppo sanguigno.
Ho completamente eliminato gli zuccheri, il latte e i latticini, la carne di maiale e gli insaccati, i cereali, la frutta,  gli amidi di castagne e patate (sto testando la quinoa e l’amaranto), ma non più di una volta a settimana.
Ho introdotto alcuni fitoterapici immunostimolanti del Dottor Mozzi: rosa canina, ribes nigrum ed echinacea.

Doroty 2

Doroty dopo la dieta

Oggi, dopo solo 6 mesi, mi sento un’altra persona: ho molte più energie e quando finisce la giornata mi stupisco di ciò che ho fatto. L’acne sul mio volto, che era migliorata solo grazie all’utilizzo di antibiotici locali e che si ripresentava periodicamente, quest’anno non si è fatta viva. Oggi il mio viso appare luminoso e colorito e gli occhi hanno ripreso il loro colore naturale.
Non prendo più il plaquenil per i dolori articolari e non ho mai avuto un dolore o gonfiore delle articolazioni. La sindrome di Raynaud quest’anno non si è fatta sentire: le mie mani erano più calde delle mie colleghe.La sindrome di Sjogren migliora di giorno in giorno.
Il reflusso è sparito in soli 20 giorni e non prendo più il protettore. Le emicranie sono meno intense e più lontane e mi aiuto con lo zenzero. Soffrivo di faringite con placche che mi costringeva all’utilizzo continuo di antibiotici e non ho più avuto nulla. Inoltre la mia rinite cronica non esiste più.
Quest’anno non ho fatto un solo giorno di mutua, non ho avuto nemmeno un raffreddore.
Non ho più dolore alla cervicale, per il quale periodicamente facevo agopuntura e mesoterapia.
Facevo fatica ad addormentarmi ed utilizzavo la melatonina, mentre adesso tutto avviene con estrema naturalezza ed il mio intestino non è più pigro.
Faccio pilates una volta a settimana. Ho perso 8,5 chili, oggi peso 44 chili e sono alta 1,55  e mi sento leggera ed in forma.
Dagli ultimi esami che ho fatto è emerso un netto miglioramento, tant’è che mi è stato diminuito ulteriormente il cortisone.

Un ringraziamento particolare va al grande Dottor Mozzi che, forse, non immagina neanche quanto bene mi abbia fatto regalandomi una seconda occasione.Io consiglierei ad una persona affetta dalla mia stessa patologia di provare al alimentarsi in questo modo, per rendersi conto di cosa voglia dire riconquistare la propria vita, ricominciare a vivere e riprendere proprio da li dove ci si era lasciati.

Niente è più importante di questo, nemmeno del cibo che può darci una gioia momentanea per poi toglierci tutto.

Dorothy – Provincia di Torino

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Aggiornamento testimonianza: Visita di controllo  dall’immunologa il 31 maggio 2017.

Consulto medicoOggi sono stata alla visita di controllo dall’immunologa. Mi ha chiesto come stavo ed io ho risposto: “Bene Dottoressa” poi le solite domande di routine. Come è stata quest’inverno? febbre influenza? No nulla anzi ho risposto io quest’anno per la prima volta sono stata io ad aiutare i miei genitori quando erano influenzati e non mi sono presa nulla mentre loro si e avevano fatto il vaccino.
Raffreddore? No nulla. Emicranie, mal di testa? No nulla. Afte in bocca? No nulla. Infezioni, cistiti? No nulla. Neanche un mal di pancia? No ho risposto io, anzi volevo dirle che non prendo più il protettore per il reflusso perché il reflusso non ce l’ho più. Ah bene ha risposto la Dottoressa ed il lavoro? Riesce a sostenerlo? Si ho risposto io, anzi quest’anno ho aiutato anche i miei colleghi visto che eravano indietro con il loro. Benissimo ha risposto la Dottoressa così io ho continuato:
“Ah Dottoressa volevo dirle che continuo a camminare a passo sostenuto per 3/4 km e a fare pilates una volta a settimana e a fare 5 piani a piedi tutti i giorni”
La Dottoressa ha risposto: “Complimenti, io mi devo proprio complimentare con lei perché dimostra che nonostante patologie toste come il lupus lei ce la mette tutta e non si lamenta come le altre pazienti”. (Non ho potuto risponderle che le pazienti hanno solo ragione e che io sarei stata peggio di loro)
Siamo passati alla visita: pressione ok, linfonodi ingrossati nessuno, dolore alla palpazione nessuno.
Gli anti DNA hanno ancora diminuito la loro positività e allora mi ha abbassato il dosaggio del plaquenil senza sapere che io non lo prendo più già da più di un anno.
I farmaci me li ha sospesi gradatamente il medico reumatologo che mi preparava il vaccino personalizzato.
Risultato un sorriso pieno di soddisfazione il suo e anche il mio che ho ottenuto tutto questo senza l’uso alcuno di farmaci.
Uffa però… mi sono dimenticata di dirle che è un anno e mezzo che non prendo un solo giorno di mutua😀

 

Dorothy con il dottor Mozzi testimonia durante l'evento di Torino del 30 ottobre 2016

Dorothy con il dottor Mozzi testimonia durante l’evento “Mozzi Torino” del 30 ottobre 2016

 

Maggiori informazioni  sugli alimenti si possono trovare  nei libri del dottor Piero Mozzi

 Consulta anche gli altri libri dedicati alla dieta dei gruppi sanguigni

 

 

3 commenti
  1. francesco
    francesco says:

    ciao Dorothy bella la tua testimonianza molto bella io sapevo che eri una grande combattente ma sono stato incantato ammirato della tua forza del tuo coraggio che ci hai creduto è hai trovato la guarigione dell’anima e del corpo
    Benchè migliaia di persone cerchino la felicità fuori da loro stessi le tradizioni di saggezza nel mondo c’insegnano che questo non è necessario, la felicità esterna svanisce nel tempo, l’esperienza più meravigliosa è passeggera, quello che permane invece è la sorgente della felicità che si trova nella coscienza, La felicità si espande verso l’esterno dall’interiorità fino al mondo li fuori, nello stesso modo in cui un minuscolo seme germoglia e fiorisce appieno tanto da emanare una deliziosa fragranza
    questo è il risultato che hai avuto sei riuscita nel tuo intento e rimane la felicità che hai dentro e rimane per sempre nei giorni a venire della tua vita grazie della tua testimonianza può aiutare ancora molte altre persone ciao doroty

    Rispondi
  2. Massimo Manvati
    Massimo Manvati says:

    Possibile che la gente non capisca quanto è importante il cibo per le malattie.
    Troppi interessi ci sono, pensate a quanta gente lavora nel settore del latte.

    Rispondi
  3. cecilia
    cecilia says:

    Grazie doroty per la tua testimonianza.
    Anche io ho un problema autoimmune con il sintomo di morbo di raynaud che sofro gia da 3-4 anni. Le ho provate tutte. .. spero che questo nuovo modo di mangiare mi aiuti come e successo con te. Grazie Cecilia

    Rispondi

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