Banane G

Banana

La banana è il frutto della pianta del banano, appartenente al genere Musa situato nella famiglia delle Musaceae. Il suo nome deriva probabilmente dalla parola araba banan, che significa “dito”.
Originaria dell’Asia Sud-Orientale (Malesia, Indonesia, Filippine), questa pianta ha una storia antichissima: in Papua Nuova Guinea sono state trovate tracce di banane risalenti al 5000 a.C. e la prima testimonianza scritta sul frutto si trova su alcuni testi buddisti del 600 a.C. I Greci e i Romani la conobbero presumibilmente grazie alla spedizione in India che Alessandro Magno intraprese nel 327 a.C., ma furono i mercanti arabi a diffonderla nel territorio africano.
In Europa la banana rimase pressoché sconosciuta nel periodo medievale, fatta eccezione per alcuni esemplari della pianta nell’Italia meridionale e per le testimonianze scritte dei missionari inviati in Oriente: alcuni di loro la identificarono come il “frutto del peccato” che Adamo mangiò nel Paradiso Terrestre, alimentando così la credenza che questo alimento avesse proprietà afrodisiache. Il consumo delle banane conobbe la sua espansione solo dopo il XVI secolo; nello stesso periodo i coloni portoghesi la trapiantarono nel Nuovo Continente e iniziarono a coltivarla in grandi piantagioni nei Caraibi e nell’America Centrale.
Alla fine del XIX secolo fu fondata in America la United Fruit Company, che acquisì il monopolio dell’esportazione e del commercio delle banane. Per gran parte del XX secolo questo frutto e il caffè sono stati i prodotti più esportati dell’America Centrale (circa il 70%), ma la United Fruit Company si concentrò sempre sul commercio di banane; nel 1970 l’azienda cambiò il suo nome in Chiquita International Brand Inc.

Il banano (Musa acuminata Colla) è una pianta erbacea spesso Banane Pscambiata per un albero, a causa della sua altezza che allo stato selvatico può raggiungere anche i 10 metri. Il fusto, chiamato anche stipite, è composto da foglie basali a grande lamina, molto robuste, che si avvolgono e si sovrappongono. In cima allo stipite si trova un ciuffo di foglie molto grandi, che possono raggiungere i 3 metri di lunghezza e i 60 centimetri di larghezza. Da questo ciuffo, si sviluppa dopo circa due anni un’infiorescenza di fiori gialli, detta anche “cuore di banana”. I fiori sono avvolti da uno strato di foglie protettive chiamate brattee e fioriscono tra giugno e luglio. I frutti sono bacche allungate verdi che con la maturazione diventano gialle e crescono in file di frutti (chiamate “mani”), raggruppate a loro volta in grappoli detti caschi. Un singolo casco di banane può raggiungere un peso di 50 chili, per un totale di circa 200 frutti. Al momento della raccolta i frutti sono ancora acerbi e vengono fatti maturare dopo il trasporto (che avviene in navi chiamate “bananiere”) in appositi magazzini riscaldati.
Il primo produttore mondiale di banane è l’India, seguita dal Brasile e dalla Cina, ma i maggiori esportatori sono l’Ecuador, le Filippine, la Colombia e il Costa Rica. Le banane sono il quarto prodotto agricolo più prodotto al mondo e uno dei frutti più diffusi a livello globale. La specie Musa acuminata è la più comune e diffusa a livello commerciale e comprende diverse varietà tra cui:

  • Banana Dwarf Cavendish: è la varietà più importante e coltivata nel mondo, originaria della Cina e del Vietnam. È caratterizzata da un fusto di piccole dimensioni (da cui il nome Dwarf, “nano”), mentre il frutto è di dimensioni medio-grandi e presenta una buccia sottile. La varietà Cavendish comprende anche un’altra cultivar tra le più diffuse: la Grand Nain (letteralmente “Grande Nano”), la varietà principale prodotta dalla Chiquita Brands International.
  • Banana Gros Michel: conosciuta negli Stati Uniti come Big Mike, questa varietà fu la prima della storia a essere destinata alla produzione e all’esportazione in massa. I suoi frutti, più grandi e dolci della varietà Cavendish, sono particolarmente adatti al trasporto a causa della loro buccia spessa.

Altre varietà esotiche come la Roja, la Lacatan e la Lady’s Finger non arrivano in Europa, perché meno resistenti al trasporto.

La banana può essere consumata sia cruda che cotta e può essere utilizzata nella preparazione di macedonie, dessert, marmellate, gelati o sorbetti. In alcuni Paesi sono diffuse anche banane essiccate, da cui si ricava una particolare farina dolce che viene impiegata come sostituto del frumento. Nelle zone tropicali, il frutto acerbo si usa anche come sostituto della verdura e cucinato come contorno di carne e pesce. Nelle cucine del Bengala e del Kerala (India) si usano anche i fiori del banano, sia crudi che cotti, e molti cibi vengono avvolti nelle sue foglie.
In commercio si trovano banane di diversi colori, a seconda del grado di maturazione. Se le si acquista ancora acerbe è consigliabile tenerle fuori dal frigo per farle maturare. Una banana verde-gialla tenuta fuori dal frigo dura circa una settimana.
I principali elementi nutritivi delle banane sono acqua, fibre, amidi e zuccheri semplici, che forniscono un immediato apporto di energia e favoriscono la digestione. I suoi Sali minerali sono ferro, calcio, fosforo, magnesio, ma soprattutto zinco e potassio, che aiuta l’organismo a bilanciare i liquidi presenti nel corpo. Contiene inoltre beta-carotene e vitamine A, B1, B2, B3, B5, B6, C, K e J.

Neutra per il gruppo 0, sconsigliata per i gruppi A e AB, benefica per il gruppo B.
Si consiglia l’uso di frutta biologica di stagione, preferibilmente d’estate.
Il dottor Mozzi consiglia di consumare la frutta da sola o in pasti a base di carne, pesce, uova o semi oleosi. Per le persone di gruppo 0 è preferibile non abusarne: può causare problemi articolari. Alle persone di gruppo B si sconsiglia di abbinarla ai cereali.

0 commenti

Lascia un Commento

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *