Noce moscata

Noce moscata

La noce moscata è una spezia che si ricava dal seme decorticato del Myristica fragrans, un albero originario delle Isole Molucche in Indonesia e coltivato nelle zone tropicali. Conosciuta in Oriente sin dall’antichità, questa spezia arrivò in Europa solo nel XVI secolo, dopo la scoperta dell’America: nonostante i popoli colonizzatori (inglesi, spagnoli, portoghesi, olandesi) riuscissero ad accordarsi sulla spartizione delle nuove terre le Molucche, conosciute anche come “Isole delle spezie” furono sempre oggetto di aspre contese, poiché la noce moscata e altre spezie poco comuni avevano un immenso valore economico. Gli olandesi mantennero il monopolio commerciale della noce moscata per tutto il XVII secolo, impedendo che le noci venissero rubate e conservandole nel succo di limone per evitare che germogliassero. Nel secolo successivo alcuni commercianti francesi riuscirono ad avviarne una piantagione alternativa nelle Mauritius, così come gli inglesi a Grenada, nei Caraibi. Quest’ultima piantagione attecchì così bene ed ebbe un successo così grande che ancora oggi sulla bandiera di Grenada è disegnato il frutto della noce moscata.

Tra la fine del XVII secolo e l’inizio del XVIII la noce moscata conobbe una diffusione e un successo enormi nella società occidentale. Era ritenuta un afrodisiaco estremamente potente e un medicinale con grandi proprietà antisettiche, tanto che all’inizio del Settecento era indicata come rimedio per oltre un centinaio di diverse patologie. La sua fama di stimolante sessuale continuò nel XIX secolo, quando gli alimenti dal sapore e dall’aroma intensi furono tutti classificati come afrodisiaci.

Il Myristica fragrans è un albero tropicale sempreverde dioico (gli organi riproduttivi maschili e femminili si trovano su piante separate) con foglie ovali e appuntite, di un colore verde scuro e dalla superfice lucida; produce 2-3 volte l’anno dei frutti verdi delle dimensioni di una piccola pesca che, una volta maturi, diventano gialli e si aprono mostrando la noce interna, ricoperta da un arillo (involucro esterno) di colore rosso scuro. All’interno della noce si trova un seme morbido che assume presto una consistenza legnosa. L’albero cresce in terreni ricchi e soleggiati, a una temperatura minima superiore a 12°. Ha bisogno di un clima molto umido e, se coltivato, deve essere innaffiato di frequente. Occorrono dai 10 ai 15 anni perché una pianta giunga a maturazione, dopodiché produce 1500-2000 noci all’anno per i successivi 70 anni circa.

Durante la raccolta i frutti vengono staccati dall’albero con l’aiuto di una canna di bambù, mentre i semi vanno sempre estratti a mano e messi ad essiccare.

Le noci moscate vengono classificate a seconda della dimensione: le più grandi, del peso di circa 8 grammi, sono considerate di qualità superiore e vendute a un maggior prezzo. Esistono inoltre altre varietà secondarie: la Myristica argentea, originaria della Nuova Guinea e nota anche come noce di Papua; la Myristica malabrica, proveniente dall’India del sud e chiamata anche noce moscata di Bombay. Queste varietà hanno una forma diversa rispetto alla noce moscata autentica e sono considerate di valore inferiore. I principali Paesi produttori sono Indonesia e Grenada, seguiti dalle Isole Molucche, dalla Nuova Guinea, dall’India, dalle Mauritius e dal Madagascar.

Questa spezia viene venduta sia intera che in polvere ed è presente in ogni piatto della cucina caraibica, oltre che in diverse salse e preparazioni di ogni parte del mondo: la moussaka greca, il garam masala indiano, il baharat arabo e il ras-el-Hanout nordafricano. In Europa la si utilizza principalmente per aromatizzare salse bianche come la besciamella e piatti a base di pesce, verdure o formaggi. È molto apprezzata in Olanda e fa parte della miscela “quattro spezie” insieme a pepe bianco, zenzero e chiodi di garofano.

L’uso della noce moscata nella medicina naturale affonda le sue radici negli antichi rimedi popolari ed è diffuso ancora oggi grazie ai suoi olii essenziali che le conferiscono numerose proprietà terapeutiche. Per tradizione, la si utilizza come rilassante naturale contro l’insonnia; ha inoltre proprietà antiossidanti, digestive e antidolorifiche, aiuta a contrastare l’alito cattivo e a depurare il fegato. L’olio essenziale è largamente usato a scopo terapeutico, ma viene sconsigliata l’applicazione pura sulla pelle, così come un consumo eccessivo della spezia: una dose superiore a 5 grammi può provocare effetti collaterali come nausea e tachicardia.

I suoi principali componenti sono acqua, fibre, proteine, zuccheri, Sali minerali (ferro, calcio, potassio, fosforo, sodio, magnesio), olii essenziali, beta-carotene e vitamine A, B1, B2, B3, B6, B9, C e J.

Sconsigliata per il gruppo 0, neutra per i gruppi A, B e AB.

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