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Nefrite lupica. La testimonianza di Rosa che combatte con il suo piccolo guerriero

Mi chiamo Rosa, ho 40 anni e sono mamma di un bellissimo bimbo di nome Nicola, di 6 anni e mezzo (gruppo sanguigno A+). La mia testimonianza riguarda il mio piccolo guerriero: Nicola è un bimbo nato nel 2010 sano, vivacissimo ed iperattivo. La sua alimentazione era basata sulla famosissima dieta mediterranea: pasta, pane, verdure, carne e pesce, tutti preparati da me.

Nicola 2 (2)Sono una mamma molto attenta all’alimentazione e ho sempre evitato di comprare cibo confezionato; quindi niente merendine e niente biscotti confezionati, ma tutto preparato da me.
Gli anni volavano, Nicola durante questo periodo si ammalava pochissimo e pensavo che il tutto fosse merito di questo stile alimentare: lui adorava tantissimo la pasta e il pesce ma odiava la carne, tanto che non c’era verso di fargliela mangiare. Le provavo tutte ma l’unico modo che avevo trovato era omogenizzarla e mischiarla alla pasta, di cui lui era ghiottissimo. Nell’estate 2015 iniziò a lamentare dolori articolari: lo portai dalla pediatra e la sua diagnosi fu dolore articolare dovuto alla crescita veloce (è un bimbo che in base alla scala di crescita aveva sempre una percentuale di 97%): mi prescrisse delle vitamine. Passavano i giorni e questi dolori non si attenuavano, anzi rimanevano costanti ed iniziava ad essere inappetente e perennemente stanco (sintomo che non ha mai avuto visto la sua iperattività) …

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Nicola durante il periodo della degenza

Il pediatra continuava a ignorare la mia preoccupazione e dopo le mie insistenze mi prescrisse delle analisi del sangue per accertare il suo stato di salute…diagnosi?  Mononucleosi. Venne curato somministrando dosaggi di Nurofen per sette giorni, ma la situazione peggiorava perché i dolori peggioravano, Nicola era sempre più inappetente e non assimilava nemmeno liquidi: era diventato un vegetale. La pediatra prenotò il ricovero, vista la situazione, e 20 giorni di ricovero lo portarono in blocco renale. il suo quadro clinico era critico, venne trasportato con urgenza in un’altra clinica specializzata dove riuscirono a fargli riprendere la funzionalità renale. Venne sottoposto a due bioscopie di cui una renale, dove fu evidenziato un quadro severo di nefrite lupica, classificato come di classe IV-G(A) secondo la classificazione internazionale in rene policistico. Da quel momento fino ad oggi è stato trattato con farmaci cortisonici e, dopo circa 3 mesi dall’inizio della terapia, con l’aggiunta dell’immunosoppressore (mofetil micofenolato). Entrambi i farmaci sono stati modulati in base agli esiti costanti dei controlli (circa uno al mese). L’alimentazione per il nefrologo doveva essere sempre la stessa senza nessuna variazione e favorire l’assunzione di cibi ricchi in carboidrati. Niente di tutto ciò mi aveva convinto e così iniziò la mia voglia di capire cosa potevo fare per migliorare la salute del mio piccolo guerriero.
Nel mese di aprile, tramite varie parole chiavi sul motore di ricerca, mi imbatto in un video del dott. Mozzi dove parlava di Lupus. Ho ascoltato rapita la sua spiegazione e iniziato ad approfondire il discorso dei gruppi sanguigni. Mi sono iscritta al gruppo Facebook su Mozzi e gruppi sanguigni e ho iniziato ad immagazzinare informazioni, acquistando il libro, appuntando nozioni importanti per quel tipo di patologia e studiando tutti i video sulle varie patologie, modulando l’alimentazione di conseguenza.

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Nicola dopo pochi mesi di dieta Mozzi

Agli inizi di maggio ho iniziato ad impostare nella mia famiglia il regime molto ferreo dell’alimentazione mozziana: io, il mio compagno (papà di Nicola) e Nicola uniti in una squadra ci siamo lanciati in questo nuovo stile di vita!! Inizialmente è stata un po’ dura, ma poi siamo riusciti a non mollare e andare avanti per l’amore di Nicola. I risultati? La terapia cortisonica è diminuita da 50 mg due volte al giorno a 5 mg.due volte al giorno, mentre l’immunosoppressore da 5 ml due volte al giorno a 0.6ml due volte al giorno. Il suo quadro clinico è migliorato tantissimo: non ha più proteinuria nelle urine e le analisi in generale sono tutte rientrate nella norma, è un bambino in salute, non soffre più di effetti collaterali dovuti ai farmaci e ha accettato con ottimismo questo stile di vita. La sua colazione preferita è basata su fagioli cannellini con uova o sgombro e le sue merende sono composte da verdure e ortaggi con proteine. Non gli pesa il suo stile, anche se diverso dagli altri,  per lui è tutto legato allo stare bene.
Come ci sono riuscita? Nicola è un appassionato di automobili, quindi gli ho spiegato che lui è come un’automobile uscita dalla fabbrica con un piccolo difetto, come capita, e che bisogna stare più attenti e meticolosi; bisogna avere più cura perché lui è più sensibile, per camminare ha bisogno di benzina non scadente ma di ottima qualità altrimenti col tempo si rovinerebbero tutti i meccanismi del motore. Così è il suo organismo: ha bisogno di cure costanti e come carburante una sanissima alimentazione! Ha colto il messaggio ed ora in classe insegna ai suoi amici il mangiare sano. Ora conduce una vita sanissima, è ritornato ad essere un bambino vitale ed iperattivo come lo era prima di tutto il male. Grazie di cuore dottor Mozzi, le saremo sempre grati per tutto quello che ha insegnato e ne faremo tesoro!

Rosa

3 commenti
  1. Luz Veronica Ramirez Versoza says:

    Mio marito era malato di BPCO, una complicanza della bronchiete cronica. Aveva crisi notturne terribili, pensavo che l’avrei perso. Poi abbiamo scoperto la dieta Mozzi e mio marito è guarito completamente. Non credo ai miracoli, ma il dr Mozzi credo che sia molto popolare in un mondo di luce e credo che il suo incontro sulla rete non sia un caso. Lassù qualcuno lo ama

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