omocisteina

Omocisteina alta. Il pericolo nascosto dietro l’angolo

Il valore dell’omocisteina, un aminoacido derivante dalla metabolizzazione della metionina ( altro aminoacido) potrebbe essere una spia molto indicativa di rischio cardiovascolare.
Comprendere tecnicamente il valore di un aminoacido a sua volta creato da un suo  “parente” comporta la necessaria cultura chimica e ovviamente medica, tuttavia  sembra legittimo, da parte dell’opinione comune,  chiedersi come mai questo dato resti una sorta di “cenerentola”  nel vasto parco  degli esami  richiesti di solito per monitorare/scoprire   le patologie cardiovascolari, tanto più che  continuamente ci dicono che  queste patologie sono tra le più importanti cause di morte, almeno nel mondo occidentale.…

In sostanza sembrerebbe che il valore dell’omocisteina  sia molto più predittivo di guai cardiovascolari piuttosto che quello del colesterolo, che ricordiamo, è oggetto di continui studi e monitoraggi e , in virtù di sempre nuove scoperte farmacologiche per limitarne  la presenza nel sangue,  ne viene sempre più abbassata la soglia di rischio…..creando così una catena virtuosa per le aziende farmaceutiche e  viziosa per l’utilizzatore finale, ma sorvoliamo

L’aumento dei livelli di omocisteina nel sangue (iperomocistinemia) può verificarsi per vari motivi, ad esempio squilibri alimentari, carenza di vitamine B6 (cereali, verdure, uova) e B12 presenti in alimenti comuni come carne, pesce e prodotti caseari, folati oppure durante il corso di patologie quali: insufficienza renale, ipotiroidismo, assunzioni di farmaci terapeutici etc.

E’ importante tenere sotto controllo la concentrazione di omocisteina presente nel sangue ma soprattutto è importante mantenerla al di sotto dei valori soglia, agendo quindi sulle cause che possono creare dello squilibrio, tenendo conto che ci sono interazioni  da  fattori genetici, fisiologici ed acquisiti (dieta povera di vegetali, farmaci, malattie ereditarie ecc.),  questo dato in parte contraddice che basti misurarne il valore per decidere con sicurezza il rischio che si corre…….
Una cosa complicata quindi, qualcuno raccomanda  di tenere a bada il valore dell’omocisateina  attraverso l’introduzione di  vit B9, l’acido folico, quello che viene raccomandato, per intendersi, alle donne in gravidanza a tutela dello sviluppo fetale e contro la spina bifida , una malformazione molto temuta e assolutamente invalidante, l’acido folico è contenuto  nelle verdure a foglia verde, e nella carne, soprattutto nelle frattaglie, tuttavia non tutto l’acido folico contenuto negli alimenti è in forma biodisponibile e tra l’altro la cottura lo disperde, sicchè almeno le verdure andrebbero mangiate il più possibile crude e il fegato, per chi può, appena scottato…….

Ricordiamoci però che non  basta mangiare  verdure a foglia verde per essere sicuri di introdurre le giuste dosi di vitamine del complesso B , che nello specifico  si trovano in molti alimenti di frequente consumo, ma soprattutto in quelli di origine animale, per questo i vegavegetariani  possono  incappare in  gravi scompensi cardiocircolatori che  a volte sfociano negli stessi infarti dei  mangiatori di carne

L’equazione cisteina  vitamina B9 è inoltre più complessa di quello che può apparire, inoltre l’acido folico va dosato  valutando le possibili integrazioni  alimentari , non dimenticandosi che gli integratori  sono fattori di crescita, a dosaggio sbagliato,  di malattie altrettanto serie, come i tumori..

 

Come la mettiamo quindi con questo aminoacido? La mettiamo che sembra dimostrato ad esempio, che il colesterolo che si  appiccica alle pareti delle arterie non è che una difesa del corpo contro i danni provocati su di esse appunto dall’omocisteina….quindi  finora abbiamo  come si dice guardato il dito al posto della luna, forse anche con qualche  grande, anzi grandissimo “assist” dell’industria farmaceutica che  per curare il colesterolo utilizza le statine mentre per abbassare l’omocisteina sembra che basti un pò di moto, tanta verdura e vitamine del gruppo B……

La cosa però non è così semplice e nemmeno banale, tutt’altro, soprattutto se pensiamo che la fame di business porterà facilmente l’industria farmaceutica a  tirar fuori dal solito cappello a cilindro la nuova “miracolosa” pillola che ci farà star bene, o almeno ci prometterà salute ( infatti a guardare bene alla gente bastano le promesse…..)

Invece  sarebbe utile, una volta stabiliti i valori dell’omocisteina ( qui bisogna fare degli esami)  modificare  lo stile di vita e quello alimentare, cose che sembrano facili ma non lo sono, certamente meno che prendere la pillolina di turno, ad essere sincera  mi sono fatta un’idea  della questione ed è un’idea, consentitemi,  del tutto mozziana ed ha proprio a che fare con Mozzi e la sua convinzione che noi siamo progettati  secondo certi schemi e rispettando questi schemi possiamo vivere in buona salute……per tornare all’argomento , infatti ,  i parametri con cui si può essere più o meno tutelati dalla presenza delle vitamine del complesso B sono innumerevoli e hanno a che fare con una molteplicità di organi e di processi metabolici ma tutti sembrano essere  riferibili alla nostra reazione agli alimenti che mangiamo, quindi se introduciamo alimenti giusti per noi, credo che non facciamo altro che agevolare la Natura, che nel suo disegno infinitamente saggio, ci offre tutti gli strumenti per vivere in buona salute, a patto che noi riusciamo ad essere abbastanza acuti per capirlo e abbastanza  modesti per non volerci sostituire a lei.

Quindi è di fondamentale importanza tenere sotto controllo questo valore per la prevenzione di malattie cardiovascolari come ad esempio: infarto miocardico, ictus celebrale, trombosi arteriose e venose, tromboembolia, malattie degenerative del sistema nervoso centrale (Alzheimer e demenza senile) fratture ossee etc.

Prevenire l’aumento del valore di omocisteina nel sangue significa prevenire e ridurre sensibilmente l’esposizione a queste gravi patologie, che a volte possono rivelarsi anche mortali.

A cura di Rita Cavalca

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