«Sono fermamente convinto che non esistano sulla faccia della terra due persone identiche; nessuno che abbia le stesse impronte digitali, labiali o vocali. E neppure due fili d’erba o due fiocchi di neve sono uguali. Visto che tutti gli individui sono diversi l’uno dall’altro, non ritengo logico che essi debbano nutrirsi allo stesso modo. Poiché ciascuno di noi “abita” un corpo dotato di punti di forza e debolezza differenti e di diversi fabbisogni nutrizionali, per conservare la salute e per combattere le malattie è indispensabile tenere conto di queste peculiarità.»

JAMES D’ADAMO

L’idea di nutrirsi in base al gruppo sanguigno nasce dall’esigenza di capire perché più persone reagiscano in modo diverso alla stessa alimentazione. Cosa fa sì, ad esempio, che un alimento benefico per alcuni risulti addirittura nocivo per altri? La risposta si trova nel sistema immunitario, che è strettamente connesso al gruppo sanguigno.

Antigeni e lectine

BlodTypes

Il nostro sistema immunitario individua gli “intrusi” nell’organismo grazie a sostanze chiamate antigeni, che oltre a questo determinano i gruppi sanguigni. Una persona può avere infatti diversi tipi di antigeni. Quello fondamentale, che contraddistingue il gruppo 0, è uno zucchero semplice chiamato fucosio. Esso costituisce la base degli altri gruppi, più complessi, nei quali si combina con N-acetil-galattosamina (gruppo A), D-galattosamina (gruppo B) o entrambi (gruppo AB). Il fattore Rh è un ulteriore antigene del sangue, ma attualmente non risulta una sua connessione con l’alimentazione. Una volta individuate le sostanze nocive, gli antigeni comunicano con le cellule tramite una catena di zuccheri semplici. Il loro “allarme” stimola la produzione di anticorpi.

La chiave del collegamento tra cibo e sistema immunitario sono le lectine, una particolare famiglia di proteine contenute negli alimenti. Tutte le lectine reagiscono in modo diverso ai singoli antigeni. Quando ne incontrano uno “incompatibile” inizia l’agglutinazione: le cellule si legano tra loro e formano dei grumi che in parte vengono smaltiti attraverso le vie urinarie e le feci, in parte si possono depositare sulle pareti degli organi interni, causando infiammazioni. Queste ultime possono essere più o meno gravi a seconda del grado di compatibilità.

Il dottor D’Adamo ha verificato gli effetti delle lectine sui diversi gruppi sanguigni non solo in modo teorico ma con evidenza scientifica: ha esaminato tutti gli alimenti più comuni e ne ha verificato la compatibilità con i gruppi sanguigni. È possibile infatti verificare la presenza di lectine nocive nell’organismo mediante un semplice esame delle urine, il test dell’indacano. L’indacano è un indolo, vale a dire una sostanza chimica che viene prodotta dall’organismo quando una proteina non è stata digerita bene e. Per rilevarlo è sufficiente aggiungere all’urina acido cloridrico e ferro, lasciar riposare due minuti e aggiungere ancora tre gocce di cloroformio. Il risultato viene rilevato mediante una scala colorimetrica: più il numero è alto, maggiore è la presenza di lectine incompatibili nell’organismo.

Evoluzione dei gruppi sanguigni nella storia

Nel corso dei millenni l’uomo ha dovuto adattarsi a diverse condizioni climatiche, ambientali e alimentari. Questi adattamenti gli hanno permesso di sopravvivere, ma hanno anche provocato grandi cambiamenti nel sistema immunitario e determinato la diversificazione degli antigeni nel sangue.

Burundi

Gli uomini di Neanderthal non erano ancora abili predatori: si cibavano infatti di piante selvatiche, larve e degli animali uccisi da altri predatori. Con la comparsa dell’uomo di Cro-Magnon circa 40.000 anni fa i nostri antenati, tutti appartenenti al gruppo 0, divennero cacciatori che si alimentavano principalmente di carne e si posizionarono in cima alla catena alimentare. Iniziarono così a spostarsi dall’Africa verso l’Europa e l’Asia, alla ricerca di nuovi territori di caccia. Durante i successivi 30.000 anni arrivarono in tutte le aree del pianeta, con l’eccezione dell’Antartide, e le popolarono. Ancora oggi il gruppo 0 è quello maggiormente diffuso nel mondo.

Durante il periodo Neolitico si verificò il primo cambiamento rilevante di stile di vita: l’uomo da nomade divenne sedentario. In Asia e Medio Oriente nacquero le prime comunità agricole, basate sulla coltivazione di cereali e l’allevamento. Le popolazioni vicine ai fiumi e al marepraticavano anche la pesca. Fu in questo nuovo ambiente che iniziò a svilupparsi il gruppo A, che tuttora è principalmente concentrato nel bacino del Mediterraneo.

Il gene del gruppo B comparve nelle popolazioni di nomadi che 10.000 anni fa si spostarono nelle zone montuose dell’Asia. Nacque per fronteggiare il passaggio dal clima torrido dell’Africa al freddo glaciale dell’Himalaya. Questi popoli erano dediti soprattutto alla pastorizia, di conseguenza si nutrivano principalmente di carne e prodotti caseari. Questa cultura si diffuse in Europa orientale fino all’attuale Germania,in  Cina e Sud-est asiatico. Un’alta percentuale di gruppo B è presente inoltre nella popolazione ebraica; gli antropologi sono ancora incerti su quale sia la dinamica dietro questo fenomeno.

Infine, il gruppo AB è il più recente di tutti, oltre che il più raro: è presente infatti in meno del 5% della popolazione. La sua comparsa è stata collocata circa 1000-1200 anni fa, quando l’Impero Romano fu invaso dai barbari e il sangue di tipo A si mescolò con quello di tipo B. E’ difficile determinare il periodo esatto, ma studi condotti su cadaveri ritrovati in Ungheria dimostrano senza dubbio che in epoca longobarda (IV-VII secolo d.C.) il gruppo AB ancora non esisteva. Questo gruppo sanguigno ha caratteristiche complesse e contraddittorie: eredita infatti le tolleranze di entrambi i gruppi di origine, ma non ha gli anticorpi di nessuno dei due, cosa che lo rende al tempo stesso resistente e vulnerabile.

I quattro gruppi e le loro caratteristiche 

Gruppo 0Gruppo 0: è il gruppo più antico, ed è quello dei primi uomini che si procuravano il cibo cacciando. Le persone appartenenti al gruppo 0 hanno un sistema immunitario molto reattivo. L’apparato digerente è robusto e ha un ambiente interno acido in grado di tollerare un leggero stato di chetosi (alterazione del metabolismo dovuta a una dieta ricca di proteine e grassi e povera di carboidrati). Questa condizione permette al tipo 0 di metabolizzare meglio gli alimenti di origine animale. Per mantenersi in salute necessita di un’alimentazione ricca di proteine animali, verdure e legumi, abbinata a un programma di attività fisica intensa. Non tollera bene prodotti caseari, cereali contenenti glutine e alcuni legumi (ad es. lenticchie) perché il suo organismo, pur essendosi evoluto, non si è ancora adattato a questi alimenti. Il gruppo 0 deve stare attento al glutine: le sue lectine interferiscono con il metabolismo indebolendo l’attività dell’insulina; questa reazione non causa soltanto un aumento del peso, ma a lungo termine può sfociare in patologie più gravi, come ad esempio il diabete. Il gruppo 0 è particolarmente vulnerabile nei confronti di malattie infettive come peste, vaiolo, colera, tifo e malaria. Per questa ragione i nativi americani, tutti di gruppo 0, furono decimati dal tifo quando vennero a contatto con i primi coloni europei, di gruppo A e B, portatori del virus. Uno studio pubblicato anni fa sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet correlava la gravità dell’epidemia di colera osservata in Perù alla grande diffusione del gruppo 0 tra la popolazione; molte città furono spopolate da questa malattia, alla quale sopravvissero solo i soggetti più forti e quelli di gruppo A.

Chi appartiene a questo gruppo tende a reagire allo stress in modo rapido e istintivo, proprio come i suoi antenati cacciatori che in situazioni di pericolo dovevano agire in fretta. Gli effetti dello stress si concentrano perciò nei muscoli. Il modo migliore per scaricarlo è sottoporsi a un esercizio fisico pesante: aerobica, sollevamento pesi, arti marziali, ecc.

GruppoAGruppo A: si è sviluppato in seguito alla nascita delle prime comunità agricole ed è caratterizzato da un sistema immunitario sensibile alle infezioni. Un’alimentazione salutare per le persone di gruppo A è composta principalmente da frutta, verdura, pesce e uova. Per molti versi, si trovano all’opposto del gruppo 0: il loro sistema digerente presenta un ambiente interno scarsamente acido che non tollera la chetosi. Non riesce pertanto ad assimilare bene la carne rossa, che viene immagazzinata sotto forma di grasso. Anche i latticini sono poco tollerati e possono rallentare il metabolismo. Il gruppo A è particolarmente esposto a diversi tipi di cancro, come quello del seno, dello stomaco e tumori cerebrali. Questo perché le cellule tumorali hanno un’alta affinità con l’antigene A, che non le riconosce come nocive.

Le persone di tipo A sono molto sensibili alle situazioni stressanti, soprattutto a livello mentale: l’adrenalina da stress li colpisce principalmente al sistema nervoso. Questo fenomeno è per loro causa di ansia e irritabilità. Il modo migliore per contrastarlo è intraprendere un’attività fisica che favorisca il rilassamento mentale, come Yoga, Tai Chi Chuan, camminata veloce…

GruppoBGruppo B: questo gruppo è originario delle antiche tribù nomadi dell’Asia, che dovettero adattarsi al clima delle montagne. Il sistema immunitario del gruppo B è resistente a molte patologie, ma suscettibile alle malattie autoimmuni e a quelle con virus a crescita lenta (sclerosi multipla, lupus…). Le persone appartenenti a questo gruppo possono seguire una dieta molto varia, poiché il loro sistema digerente si adatta bene ai cambiamenti di alimentazione. Come per il gruppo 0, sono intolleranti al glutine di frumento. Tendono inoltre a ingrassare con alcuni alimenti come lenticchie, grano saraceno, sesamo e granturco, che possono causare ipoglicemia. Il tipo B tende a contrarre più facilmente infezioni delle vie urinarie e dei reni: i batteri coinvolti in questo tipo di infezioni presentano infatti caratteristiche simili all’antigene B.

Le persone di gruppo B gestiscono bene lo stress quando riescono a mantenere una situazione di equilibrio tra corpo e mente. Quando questo equilibrio viene a mancare possono insorgere disturbi come affaticamento cronico e annebbiamento mentale. Le attività fisiche a loro più congeniali sono perciò quelle che impegnano in quantità moderata sia il corpo che la mente: nuoto, Tai Chi Chuan, escursioni…

GruppoABGruppo AB: è il gruppo sanguigno più recente e più raro. Nato dalla mescolanza dei gruppi A e B, presenta caratteristiche affini a entrambi. Il sistema immunitario è resistente alle malattie infettive grazie alla presenza di entrambi gli antigeni. È caratterizzato anche dall’assenza di anticorpi anti-A e anti-B, il che rappresenta sia un vantaggio che uno svantaggio: se da una parte è più resistente ad allergie e altre malattie del sistema immunitario, dall’altra riconosce più difficilmente cellule estranee affini ai gruppi A e B. Questo comporta una predisposizione a sviluppare tumori, poiché una delle funzioni del nostro sistema difensivo è anche quella di riconoscere e uccidere cellule trasformate che, nel tempo, possono dare origine a una neoplasia. L’apparato digerente ha una tolleranza generale abbastanza alta, ma anche la scarsa acidità del gruppo A, che gli rende difficile digerire la carne rossa. Presenta inoltre le stesse intolleranze del gruppo B verso granoturco, grano saraceno, sesamo e frumento, che riducono l’efficienza dell’insulina. I soggetti di tipo AB devono fare particolare attenzione alle malattie dovute a parassiti, che presentano affinità con entrambi gli antigeni A e B.

Per quanto riguarda la gestione dello stress, la tendenza è la stessa del gruppo A: l’adrenalina colpisce il sistema nervoso e la reazione è principalmente emotiva, con tendenza a stati d’ansia e irritabilità. Quindi, come per il gruppo A, la soluzione è un’attività fisica che aiuti a rilassarsi: Yoga, camminata veloce, Tai Chi Chuan…

 

DISTRIBUZIONE DEI GRUPPI SANGUIGNI IN ITALIA

 

0 A B AB
Italia Settentrionale 40% 44% 11% 5%
Italia Centrale 39% 45% 12% 4%
Italia Meridionale 41% 19% 28% 12%

 

DISTRIBUZIONE DEI GRUPPI SANGUIGNI IN ALCUNI PAESI DEL MONDO

 

0 + A + B + AB + 0 – A – B – AB –
Canada 39% 36% 7,6% 2,5% 7% 6% 1,4% 0,6%
Danimarca 35% 37% 8% 4% 6% 7% 2% 1%
Finlandia 27% 38% 15% 7% 4% 6% 2% 1%
Francia 36% 37% 9% 3% 6% 7% 1% 1%
Gran Bretagna 37% 35% 8% 3% 7% 7% 2% 1%
Australia 40% 31% 8% 2% 9% 7% 2% 1%
Polonia 31% 32% 15% 7% 6% 6% 2% 1%
Stati Uniti 38% 34% 9% 3% 7% 6% 2% 1%
Sud Corea 27,4% 34,4% 26,8% 11,2% 0,1% 0,1% 0,1% 0,05%
Svezia 32% 37% 10% 5% 6% 7% 3% 2%

 

 

DISTRIBUZIONE DI ALCUNI GRUPPI RAZZIALI E ETNICHE

 

0 A B AB
  Aborigeni 61 39 0 0
  Abissini 43 27 25 5
  Ainu Giapponese 17 32 32 18
  Andamanesi 9 60 23 9
  Arabi 34 31 29 6
 Blackfoot- Nord America 17 82 0 1
  Bororo – Brasile 100 0 0 0
  Brasiliani 47 41 9 3
  Buriati – Siberia 33 21 38 8
  Cinese -Canton 46 23 25 6
  Cinese Pechino 29 27 32 13
  Egiziani 33 36 24 8
  Eschimesi – Alaska 38 44 13 5
  Eschimesi – Groenlandia 54 36 23 8
  Zingari – Ungheria 29 27 35 10
  Hawaiani 37 61 2 1
  Indiani – India 37 22 33 7
  Giapponese 30 38 22 10
  Maya 98 1 1 1
  Navajo – Nord America 73 27 0 0
  Persiani 38 33 22 7
  Peru – Indiani 100 0 0 0
  Russi 33 36 23 8
  Tartari 28 30 29 13

 

Le fonti della tabella soprastanti sono Wikipedia e il portale dell’AVIS di Milano e Sassari

Gruppo sanguigno e personalità

L’idea che esista un collegamento tra gruppo sanguigno e personalità è un’ipotesi affascinante cui si sono dedicati molti studiosi negli ultimi cento anni. È stata oggetto di studio soprattutto in Giappone con il nome ketsuekigata (“dottrina dei gruppi sanguigni”) e oggi il 70% dei giapponesi ci crede fermamente.

Il primo a pubblicare uno studio sul legame tra sangue e carattere fu il medico Hara Kimata nel 1916, ma una vera e propria formulazione di questa teoria si ebbe solo nel 1927 a opera di un professore di psicologia:Takeji Furukawa. I suoi studi non ebbero però molto successo perché non fu trovata nessuna prova scientifica che li supportasse e furono dimenticati per i successivi quarant’anni. Nel 1971 il giornalista Masahiko Nomi li riportò all’attenzione del grande pubblico scrivendo il libro Ketsuekigata de wakaru aisho (Capire le affinità in base al gruppo sanguigno). Attualmente il libro ha raggiunto le 240 ristampe. Dopo la morte di Nomi nel 1981 il suo lavoro è stato portato avanti dal figlio Toshitaka. Complessivamente padre e figlio hanno scritto 65 libri sull’argomento, vendendo più di 6 milioni di copie solamente in Giappone. Il ketsuekigata viene usato per tutti gli aspetti importanti della vita: indagini di mercato, selezione del personale, scelta del coniuge e molti altri. Non è un caso che la maggior parte dei primi ministri eletti in Giappone appartenessero al gruppo 0, generalmente associato ad autorevolezza e capacità di leadership.

 

Al giorno d’oggi anche alcuni scienziati e psicologi occidentali, tra cui Peter D’Adamo, hanno condotto diversi studi e riscontrato una certa affinità tra persone appartenenti allo stesso gruppo sanguigno. Lo stesso dottor Mozzi, basandosi sulla sua esperienza, ha delineato nel suo libro alcune caratteristiche comportamentali dei quattro gruppi; queste osservazioni sono coerenti con gli studi condotti finora.

L’esperimento del dottor D’Adamo

Nel 1999, dopo aveRicercatorir letto alcuni studi sull’argomento, il dottor D’Adamo creò un programma che permetteva ai visitatori del suo sito di partecipare a un piccolo sondaggio: selezionando le risposte tra due colonne potevano indicare i tratti principali della loro personalità. Veniva inoltre chiesto loro di caratterizzare il proprio somatotipo, secondo la teoria di William H. Sheldon che associa le caratteristiche fisiche fondamentali ai tratti della personalità. Esistono tre tipologie di somatotipo: ectomorfa (persone snelle, spesso alte, braccia e gambe lunghe e lineamenti fini); mesomorfa (persone più tarchiate, con spalle larghe e muscolatura robusta); endomorfa (persone floride, con molto grasso corporeo e tendenza ad assumere la forma “a pera”).

Al sondaggio risposero 20.635 persone. Dall’analisi delle loro risposte, D’Adamo poté individuare alcune tendenze comuni:

 

  • Gruppo 0: le persone di gruppo 0 si erano definite principalmente responsabili, risolute, organizzate, obiettive, coscienziose e pragmatiche. La maggioranza aveva indicato di appartenere al somatotipo mesomorfo e in percentuale minore all’endomorfo.
  • Gruppo A: le qualità più frequenti nel gruppo A erano: sensibilità alle esigenze del prossimo, disponibilità ad ascoltare, attenzione ai dettagli e capacità di analisi. Il somatotipo principale era l’ectomorfo, ma era presente anche una percentuale abbastanza alta di endomorfo.
  • Gruppo B: i tratti principali del gruppo B risultarono essere: individualismo, originalità, stabilità emotiva, creatività, stabilità. Non è risultato che un somatotipo particolare prevalesse su altri.
  • Gruppo AB: i soggetti di gruppo AB si descrissero come emotivi, indipendenti e intuitivi. I somatotipi principali di questo gruppo erano l’ectomorfo e il mesomorfo.

Scientificamente non ci sono prove che gruppo sanguigno e personalità siano collegati; tuttavia, le corrispondenze tra i vari studi condotti nel mondo incoraggiano a continuare l’esplorazione di questa strada.

Le informazioni presenti in questo articolo sono contenute nei libri “L’alimentazione su misura” e “La salute su misura” del dottor Peter D’Adamo, e sul libro “la dieta del dottor Mozzi”.   

 

Librodadamo(500x272)

Il libro più venduto del dottor Peter D’Adamo