Quando il cibo “sano” diventa ossessione

In questi giorni alcuni giornali rilanciano il problema dell’ortoressia, una patologia , è il caso di dirlo opposta all’anoressia ma non per questo meno grave, ovvero la preoccupazione patologica per la “purezza” e bontà del cibo.
La preoccupazione di mangiare cibo sano e soprattutto cibo con valenze salutistiche sta diventando una emergenza anche di tipo psicologico, oltre che nutrizionale, se ne stanno occupando Organizzazioni internazionali, nello specifico l’allarme è lanciato dalla Swiss Food Association .
Sviluppare regole sempre più specifiche nel modo di alimentarsi rischia infatti di portare all’estremo un modo di alimentarsi che da naturale può diventare patologico, ad esempio impiegare un tempo via via sempre più lungo nella ricerca di un modo per rimanere aderenti al regime alimentare che ci si è imposto costringe a pianificare i pasti con diversi giorni di anticipo. …..non stiamo parlando di una normale e sana pianificazione, parliamo del ricorso ad una specie di “kit di sopravvivenza’ fatto di cibi specifici che racchiudono in se le regole del supposto mangiar sano.
Steve Bratman, il medico che per primo ha descritto l’ortoressia afferma che …” una persona che si riempie le giornate mangiando tofu e biscotti a base di quinoa si può sentire altrettanto pio di chi ha dedicato tutta la vita ad aiutare i senza tetto” , per contro, se l’ortoressico rompe il suo voto di alimentazione sana e soccombe al desiderio di un cibo ‘proibito’, si sente colpevole e impuro. Ciò può indurlo a punirsi con regole di astinenza ancor più severe, in questo comportamento si ravvisa una straordinaria somiglianza alle persone che soffrono di anoressia o bulimia nervosa, salvo che gli anoressici e i bulimici si preoccupano della quantità di cibo consumato, gli ortoressici invece della qualità.
Il bombardamento di informazioni e controinformazioni al quale siamo sottoposti può diventare problematico e sfociare in un rapporto sempre più nevrotico con il cibo, è quindi molto importante trovare il giusto equilibrio tra il mangiare sano e l’ossessione per il mangiare sano, come sempre è una questione di moderazione e di buon senso.
I cambiamenti delle scelte alimentari devono essere effettuati con cognizione di causa , soprattutto un’alimentazione più sana deve avere un effetto positivo sulla salute senza ridurre i piaceri della vita o influire sui rapporti con gli altri, è stato addirittura messo a punto un test , il “ Bratman per l’ortoressia” a questo scopo.
Ovviamente , questo discorso sull’ortoressia non ha nulla a che vedere con i dettami mozziani, sempre che chi li approccia lo faccia con il giusto senso di equilibrio e con il sano realismo che Mozzi ci insegna, lui per primo spesso più ….trasgressivo di certi suoi fautori, parlo di persone che anche sul web, sembrano aver indossato le vesti di “ Custodi del Tempio” , deragliando da una sana propensione alla salute verso una pericolosa deriva ortoressica.

Rita Cavalca

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