Coriandolo

Il coriandolo (Coriandrum sativum) è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Apiaceae, conosciuta anche come prezzemolo cinese o cilantro. È originario dell’Europa orientale e del Medio Oriente ed è una delle spezie più antiche del mondo. In Grecia era già noto nell’epoca dei Micenei e viene citato in alcuni documenti scritti in sanscrito, risalenti al 1500 a.C. I Romani lo utilizzavano moltissimo, tanto in cucina quanto in medicina: nella sua opera Naturalis Historia, il naturalista Plinio il Vecchio scrisse che mettere alcuni semi di coriandolo sotto il cuscino al levare del sole aiutava a far sparire il mal di testa e preveniva l’insorgenza di febbre. Anche il gastronomo Apicio lo nomina nella sua opera De Re Coquinaria, indicandolo come ingrediente di base per un condimento chiamato appunto “Coriandratum”.

In epoca medievale il coriandolo era molto usato in cucina per aromatizzare la birra e alcune pietanze, ma anche come digestivo dopo i pasti abbondanti. Come pianta medicinale, era impiegato principalmente contro le coliche e le infiammazioni all’apparato digerente. Le sue virtù terapeutiche erano apprezzate da molti naturalisti tra cui santa Ildegarda di Bingen, autrice di inportanti trattati sulle conoscenze botaniche del suo tempo e sul rapporto tra cibo e salute.

Nel XVI secolo nacque l’usanza di ricoprire i frutti del coriandolo con zucchero colorato nel periodo del Carnevale, ottenendo così dei confetti variopinti che con il tempo furono sostituiti dagli attuali coriandoli di carta.

 

La pianta di coriandolo è un’erba annuale con fusti eretti e ramificati, che possono raggiungere un’altezza di circa 50 centimetri. I suoi fiori sono piccoli, di un colore bianco-rosato, mentre i frutti sono piccoli semi di circa 2 millimetri di diametro. Viene coltivato principalmente in Europa, Russia e India. Va seminato in primavera su un terreno fertile e soleggiato, a una temperatura non inferiore a 20°. Appena la pianta cresce, dopo circa un mese, le foglie si possono raccogliere: vengono utilizzate solitamente al posto del prezzemolo, per insaporire carne, pesce, verdure e bevande, ma anche biscotti e altri piatti dolci. Si possono anche congelare o essiccare, ma è preferibile adoperarle fresche. I semi, una volta essiccati, vanno conservati in un contenitore a chiusura ermetica lontano dalla luce e dall’umidità. Si usano in diversi Paesi per la preparazione di ricette tipiche, ad esempio il garam masala indiano.

Questa pianta è ricca di elementi nutritivi con grandi virtù terapeutiche: favorisce la digestione e aiuta a prevenire la nausea e l’emicrania; il suo olio essenziale ha proprietà antibatteriche, antidolorifiche e disinfettanti e viene usato spesso nella preparazione di diversi prodotti per la cura degli occhi. Presenta una alto contenuto di ferro, che lo rende molto utile nella prevenzione dell’anemia; contiene inoltre calcio, fosforo, potassio, magnesio e zinco. Le sue vitamine principali sono A, B1, B2, B3, B5, B6, C, E, K e J. In particolare, le foglie hanno livelli molto alti di vitamine A e C e di beta-carotene, che apporta grandi benefici alla vista.

Neutro per tutti i gruppi.

 

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