ASPARAGO

L’asparago è la parte commestibile di una pianta erbacea primaverile, l’asparagus officinalis, appartenente alla famiglia delle Liliaceae. Prende il nome dal greco aspharagos, che a sua volta deriva dal persiano asparag, “germoglio”.
212_Versailles_1093Probabilmente originario della Mesopotamia, fu coltivato e utilizzato nel Mediterraneo dagli egizi e in Asia Minore 2000 anni fa, così come in Spagna. I romani lo conoscevano già nel 200 a.C., tanto che numerosi autori tra cui Catone e Plinio lo citarono nelle loro opere illustrandone la coltivazione. Gli imperatori romani amavano talmente questo ortaggio che fecero costruire navi apposite (chiamate asparagus) per la loro raccolta.
La coltivazione su larga scala iniziò in Francia nel XV secolo, e nel XVI divenne popolare anche in Inghilterra. Solo successivamente furono introdotti in Nord America. Luigi XIV, il Re Sole, fece erigere a Versailles una statua in onore del suo giardiniere, Jean-Baptiste de la Quintinie, che riusciva a coltivarli durante tutto l’anno.
Gli asparagi erano tenuti in grande considerazione anche per le loro proprietà afrodisiache: Napoleone III li riteneva indispensabili nelle sue cene galanti.

La pianta dell’asparago è una specie dioica, cioè con una distinzione tra maschio e femmina: solo le femmine producono i frutti, piccole bacche rosse con semi neri. È dotata di rizomi, fusti modificati che si sviluppano sottoterra e da cui nascono i turioni, ovvero la parte commestibile.
In Italia gli asparagi vengono coltivati soprattutto in Veneto, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia, Campania, Lazio.
Complessivamente ne esistono più di 200 varietà, tra cui possiamo distinguere alcune tipologie principali.

  • L’asparago bianco viene coltivato in assenza di luce durante la crescita e ha un sapore molto delicato. Molto famoso l’asparago di Cimadolmo.
  • L’asparago viola, la cui punta si colora di lilla quando fuoriesce dal terreno, ha un sapore leggermente amaro. Uno dei più famosi è l’asparago violetto di Albenga (presidio Slow Food).
  • L’asparago verde si sviluppa all’aria aperta, ha un sapore leggermente dolciastro ed è il più diffuso in Italia. Il più rinomato è l’asparago verde di Altedo.

La coltivazione dell’asparago è poliennale: dura generalmente quindici anni. I turioni si possono raccogliere a partire dal terzo anno, iniziando nel mese di marzo e nell’arco di circa sessanta giorni.
Gli asparagi sono ipocalorici, ma molto ricchi di acqua, fibre e vitamine A e B.
Si possono combinare con qualunque alimento.

Eventi dedicati e denominazioni DOP/IGP:

A ogni piatto è consigliato abbinare sempre uno o più ortaggi, perché ricchi di vitamine e sali minerali indispensabili per il sistema immunitario. Assicurarsi che siano freschi e di stagione, meglio se coltivati in modo biologico.
Neutri per tutti i gruppi.

Condividi sui SocialTweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook